di Simonetta Ieppariello
Un Rione in marcia. La protesta rumorosa che ha sfilato in città. Dalla periferia al comune tra suoni di tamburi, proteste, striscioni e slogan. Sono i residenti dei prefabbricati pesanti di via Tedesco da quasi 40 anni costretti a vivere nelle case costruite per far fronte all’emergenza del dopo terremoto del 1980 come alloggi provvisori e diventate simbolo del degrado di una politica sempre più assente nei bisogni veri delle persone.
Hanno allevato le loro famiglie, i loro figli le donne di Rione Ferrovia. “Siamo stanchi di promesse e strategie della politica - grida esasperata in marcia Katia Borriello -. Viviamo in case diventate baracche. Siamo allo stremo di una vita in cui le nostre giornate scorrono tra paura e incertezza. Temiamo che queste case, questi prefabbricati zeppi di amianto prima o poi ci cadano addosso”.
Il paradosso di una delle vicende che raccontano l’emergenza casa ad Avellino è quella delle case nuove pronte proprio accanto a quelle vecchie. Nel giugno del 2017 una delibera del Comune imponeva l’assegnazione di quegli appartamenti. Case frutto di uno degli otto cantieri di pubblica edilizia che avrebbero dovuto finalmente dare speranza e dignità a chi da anni aspetta. (guarda video tg 696 tv ottochannel)
«E invece? Siamo ancora qui in case fatiscenti. Baracconi pieni di pericoli che, al primo temporale, mostrano tutta la fragilità di una edilizia arrivata alla fine della della sua storia. Ci piove in casa, dobbiamo staccare la luce per evitare altri rischi. Siamo tutti sempre armati di secchi per raccogliere acqua dai tetti. Come possiamo andare avanti così? Ci trattano come animali - spiega un signora ai cronisti -».
Gli inquilini hanno fatto tappa in comune. Hanno chiesto di incontrare il commissario Priolo.
Una delegazione nella tarda mattinata ha potuto parlare con il nuovo commissario prefettizio, il dirigente Cicalese e il comandante dei vigili urbani Arvonio.
«Ci hanno assicurato che incontreranno i responsabili della ditta che si occupa delle nuove case - spiega Sorice referente Federcasa -. Vogliamo sapere perchè non sono state ancora assegnate. Speriamo che queste persone possano trascorrere un Natale dignitoso nei nuovi alloggi».
Lunedì ci sarà un nuovo incontro per fare il punto. I residenti sperano. Le donne del Rione chiedono un Natale vero che sia di speranza di una vita finalmente nuova e decorosa.
