Smog, ancora sforamenti: incubo ordinanza fino a Capodanno

Il caso inquinamento nel capoluogo irpino

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Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Non c’è pace per gli automobilisti avellinesi e per quelli in arrivo nel capoluogo irpino. I livelli di pm 10 restano alti, l’incubo ennesimo sforamento con tanto di multa dall’Europa è più che possibile e il risultato è che l’ordinanza resti in vigore fino a Capodanno. I 35 sforamenti sono una realtà e l’incubo blocchi, multe e targhe alterne tiene in scacco chi si muove in macchina. Protestano gli esercenti che così si vedono sfumare dinanzi agli occhi la possibilità di incassi più lauti per le feste. Anche le targhe alterne bloccano gli acquirenti che in questi giorni si danno alle spese per le feste.

Insomma, la tanto contestata ordinanza antismog non sta riuscendo a mettere un freno all’inquinamento. Ci sono state anche le ultime domeniche ecologiche. Tutto inutile, dall’Arpac le notizie che arrivano non sono buone e neanche incoraggianti. La centralina Arpac di via Piave, da quando è in vigore l’ordinanza, ha fatto registrare altri due superamenti del limite massimo di polveri sottili nell’aria. E c’è un rischio molto concreto e ormai prossimo. Nell’ordinanza in vigore viene specificato che, nel caso in cui si dovessero verificare tre sforamenti consecutivi, il blocco diventerà più stringente andando a coinvolgere anche i diesel euro 4 e i benzina euro 3 (oggi soggetti alle targhe alterne), e durerebbe fino a quando non si verificheranno tre giorni consecutivi senza superamenti, con il termine ultimo inteso per il 31 dicembre visto che, dal primo gennaio di ogni anno, i superamenti registrati si azzerano. Insomma, si lavora per superare la notte di San Silvestro. Poi i conti si dovranno rifare, certo, ma dall’inizio. Insomma, si annunciano giorni difficili per chi lavora in città e per chi prende l’auto. Toccherà al commissario Priolo decidere se inasprire il provvedimento lasciato in eredità dal sindaco uscente Vincenzo Ciampi alla comunità avellinese.

Gli sforamenti sono continuati, tant’è che siamo a quota 38. Si è ripetuto lo stesso copione del primo piano anti smog adottato dalla giunta Ciampi, quello entrato in vigore il 22 ottobre e che puntava a frenare l’inquinamento, ma che poco ha inciso – così come accaduto anche in queste settimane – visto e considerato si contano i nuovi di sforamenti. Il 22 novembre scorso a piazza Del Popolo c’era stato anche il tentato di far applicare il protocollo d’intesa siglato a gennaio con i comuni dell’area dell’hinterland cittadino (l’intesa prevede tuttora l’adozione concordato e comune di ordinanze anti smog), ma Ciampi e l’assessore Mingarelli hanno dovuto fare i conti con un secco diniego delle amministrazioni dei comuni Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino sul fronte del blocco delle auto che è invece è scattato solo in città penalizzando residenti e commercianti avellinesi e, dunque, lo shopping natalizio nel capoluogo, che proprio in questi giorni cercava il rilancio degli incassi.