Traforo Partenio."4 km di galleria per uscire dall'isolamento"

De Luca dice sì al progetto. Biancardi: opera necessaria. Da Cervinara a Baiano in 15 minuti

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Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Mobilità, trasporti, collegamenti, collegamenti su ferro, che riescano finalmente a riunire Avellino con Napoli, passando per la stazione Circum di Baiano. Punto focale del Governo della Provincia di Avellino di Domenico Biancardi sono le infrastrutture al servizio dello sviluppo. 

Al centro del programma di intervento c'è il traforo del Partenio. Un collegamento che in quasi 4 chilometri colleghi Mandamento a Valle Caudina. Per la precisione un tunnel da 3.8 chilometri. Un traforo da 80 milioni di euro perché come spiega Biancardi: «Non ci può essere sviluppo senza infrastrutture». L’idea, in verità già vecchia, vorrebbe congiungere con un tunnel la Valle Caudina con il Vallo di Lauro-Baianese.

I 4 chilometri di tunnel

Un progetto che venne presentato circa 50 anni fa, ma che non venne realizzato per una sorta di contesa tra i comuni caudini, per l'individuazione del punto di sbocco della galleria. Ma secondo il sindaco di Avella i 15 minuti di percorrenza per arrivare al casello di Baiano e viceversa risultano strategici per aprire zone diverse dall'Irpinia, strapparle dall'isolamento.

Il Presidente della Provincia rilancia lo studio di fattibilità per unire con una galleria nel Monte Partenio la Valle Caudina e il Baianese. «Nel rispetto delle norme e dell’ambiente. Quei quattro chilometri generano sviluppo».

Il progetto esecutivo 

Entra nel vivo la fase di progettazione. Un’opera da cantierare in tempi stretti secondo il numero uno di Palazzo Caracciolo, che vuole che proprio la Provincia diventi un ente protagonista, dinamico delle strategie di sviluppo dell’Irpinia. A gennaio potrebbe essere su carta, pronto per la realizzazione di un bando per affidare l'incarico

Presidente, a che punto è la progettazione del traforo?

«Per fine anno avremo, da parte della Regione, la copertura finanziaria per le spese relative alla progettazione esecutiva dell’opera. Ho incontrato il Governatore De Luca che ha dato l’ok. Insomma si procede, e nei primi mesi dell’anno puntiamo ad affidare l’incarico. E’ stata manifestata la disponibilità a finanziare il progetto esecutivo dell’opera con fondi regionali. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere recuperate le risorse».

Un progetto che ad alcuni piace, ad altri meno…

«I collegamenti sono necessari per consentire lo sviluppo dell’economia del territorio e per agevolare gli scambi commerciali. Confindustria ha dato il suo sì. Un intervento che riuscirà finalmente a collegare due zone importanti della provincia da sempre troppo isolate, affidate a due direttrici solitarie di collegamento».

Che tipo di impatto ambientale può esserci?

«E’ ciò che intendiamo fare. Ogni aspetto sarà valutato con cura e perizie accurate in sede di progettazione esecutiva. Non ha senso la bretella della Valle Caudina, per la quale si spendono 80 milioni, se poi non è collegata a nulla».

Presidente in realtà si tratta di un’ipotesi già avanzata nel secolo scorso. Furono alcuni politici caudini, per primi, che nella VIII legislatura richiesero, attraverso i loro rappresentanti al Parlamento, la realizzazione del traforo che secondo i sottoscrittori, “avrebbe portato sviluppo economico nelle due aree”.

Fu presentato, come si legge dagli archivi del Senato, un progetto di massima “a parole” che però “non prevedeva ancora” per il versante caudino, il punto esatto dell’imbocco del tunnel. 

Ora dove sarebbe previsto?

Il progetto prevede un tunnel di quattro chilometri circa che unirà Cervinara a Baiano; ora per andare da una parte all’altra tocca fare il giro attorno alla montagna, con la galleria sarà possibile dalla Valle Caudina arrivare al casello autostradale in un quarto d’ora.