Valvola aortica "passa" per l'ascella. Primo caso in Campania

Salvo un anziano paziente affetto da stenosi aortica severa. Era dato per inoperabile

valvola aortica passa per l ascella primo caso in campania

L'intervento realizzato nel reparto guidato dal dottore Di Lorenzo

Avellino.  

Operare il cuore passando dall'ascella. Un intervento - tecnicamente definito «per via percutanea trans-ascellare» - innovativo, con pochi precedenti ed unico in Campania, è stato eseguito nei giorni scorsi all'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. L’accesso utilizzato, creato con una incisione di alcuni millimetri nella zona ascellare, ha permesso di raggiungere in modo diretto la valvola aortica del cuore, caratterizzata in questo caso da restringimento (stenosi).

E grazie ai medici del nosocomio di Avellino sarà un Natale speciale per un anziano, dato per inoperabile e che, invece, è stato salvato al Moscati, dove il direttore dell’unità operativa di cardiologia Emilio Di Lorenzo, con la sua equipè, ha realizzato un’operazione unica in Campania. Per la prima volta, nel polo di alta specialità dell’ospedale avellinese, un uomo di quasi 80 anni, già operato per Bypass Aortocoronarico 15 anni prima, con stenosi aortica severa, data per inoperabile, è stato salvato con un intervento realizzato dal dottore Capasso e Di Lorenzo. Un trattamento che supera le tecniche chirurgiche tradizionali . Una storia di buona sanità che ha regalato vita e speranza ad un uomo, grazie agli specialisti del nosocomio irpino, sempre più all'avanguardia per tecnica operatoria, cure e diagnosi. "Un lavoro di squadra eccellente - come spiega il cardiochirurgo - che ci rende orgogliosi del risultato ottenuto".

L’innovativo sistema ha diminuito i tempi di ricovero e di degenza del paziente sottoposto a intervento di cardiochirurgia mini-invasiva, migliorando il metodo di impianto e ha ridotto nettamente i rischi post-operatori.

“Abbiamo sostituito la valvola con approccio percutaneo dall’arteria ascellare in anestesia locale - racconta il dottore Di Lorenzo -. L’aspetto fondamentale della tecnica, in effetti, riguarda l’accurata selezione del paziente che viene sottoposto a approfonditi accertamenti preliminari – come ecocardiografia, coronarografia e Tac – indispensabili per capire come eseguire l’intervento e valutare con accuratezza i rischi. Un intervento per la prima volta effettuato in Campania, a basso impatto post operatorio, che ha consentito all’anziano di tornare a casa in due giorni. Ci ha ringraziato più volte. Credeva di essere inoperabile, ma grazie a questo tipo di intervento così semplice per degenza e tempistica, ma tanto complesso per noi medici, è tornato in ottime condizioni a casa».

Insomma, sarà un Natale particolarmente felice per il 77enne che aveva temuto di non avere alcuna chance e invece sta bene e il suo quadro clinico, all’uscita dall’ospedale, è apparso ottimale. «Senza contare che simili patologie prevedono un’aspettativa di vita, qualora il paziente non venisse trattato, di appena un anno, al massimo due. Si è trattato  - spiega Capasso - di un primo intervento del genere nella nostra regione, che ha garantito una degenza di soli due giorni e una ferita molto piccola. Di pochi centimetri. La sostituzione valvolare aortica per via percutanea ha rivoluzionato il trattamento della stenosi valvolare aortica. Pazienti non operabili e ad alto rischio con le tecniche chirurgiche tradizionali, hanno oggi la possibilità di un trattamento salvavita”.».

Le vacanze dell’anziano paziente saranno di certo molto liete visto l’ottimo successo dell’intervento. Un plauso ai medici del Moscati, sempre più protagonisti di un percorso speciale di progresso, alta specialità e innovazione per metodi e cure di più patologie.