Alto Calore, assemblea verso il rinvio. La votazione sull’aumento di capitale accende lo scontro sulla possibile privatizzazione dell’ente di corso Europa.
Da un lato i pentastellati che puntano a scongiurare l’ingresso del privato nella compagine societaria, dall’altro il presidente della Provincia, Domenico Biancardi, punta al rinvio per convocare un consiglio in cui sentire tutti i sindaci.
Insomma, il colpo a sorpresa potrebbe essere proprio il rinvio dell’assemblea e delle decisioni all’ordine del giorno. La partita che si giocherà questo pomeriggio all’Alto Calore.
Una porzione di voti consistente è proprio quella dei sindaci irpini. A determinare il rinvio dell’assemblea, che porrà ai voti l’aumento di capitale da 25 milioni e la modifica dello Statuto aziendale nei punti che apriranno la società idrica all’ingresso di un socio esterno, anche privato, potrebbe essere l’iniziativa dell’azionista di maggioranza del consesso: la Provincia.
Con il suo 10 per cento, visto che l’altro top player, ovvero il Comune di Avellino non dovrebbe partecipare, causa commissariamento, il presidente Domenico Biancardi ha in mano l’ago della bilancia del numero legale.
In seconda convocazione, per la validità dell’assemblea, serviranno almeno il 33 per cento delle quote.
Insomma con l’assenza di Biancardi e i suoi l’assemblea salta, nei fatti.
«Credo – annuncia - chiederò un rinvio della discussione. Serve la strada migliore e io sono il presidente di tutti i sindaci di una intera provincia. Chiederò il rinvio. Voglio sentire tutti. Del resto – ricorda – ieri c’è stato un tavolo al Ministero sull’Alto Calore, e sembra che possa esserci l’interessamento del Governo. Seppur devo notare che nessuna comunicazione ufficiale mi ha raggiunto. La Provincia non è stata invitata per tempo, a quel tavolo, cerchiamo almeno di capire se c’è davvero la possibilità di una strategia diversa con il via libera del governo nazionale».E sulla modifica statutaria per la vendita delle quote fino al 48 per cento: «Credo che si debba ragionare ancora. – ripete il presidente della Provincia – Meglio rinviare. Forse – conclude - c’è bisogno di prendere ancora un po’ di tempo. La partita è troppo delicata».
Intanto la Cgil propone altre strade come l’azienda speciale e il concordato preventivo mentre i sottosegretari Andrea Cioffi e Carlo Sibilia in rappresentanza del governo, sulle criticità dell’Alto Calore chiudono ai privati e annunciato un finanziamento per il risanamento dell’azienda . Al tavolo tecnico l’amministratore unico, Michelangelo Ciarcia, con il legale della società di corso Europa, Amedeo Guerriero. Assente il commissario del Comune di Avellino, Giuseppe Priolo, che pare abbia inteso l’incontro come un appuntamento di natura politica. Non chiarendo neanche la sua partecipazione o meno all’assemblea dei soci.
Cgil e Acqua Bene Comune chiedono ai soci e al manager di Acs il rinvio dell’assemblea e un ampio dibattito sullo stato dell’arte. Per il segretario generale della sigla sindacale, Franco Fiordellisi, bisogna assolutamente evitare l’ingresso dei privati nella gestione della risorsa idrica.
