"Quel Ponte è maledetto". Il giovane è gravissimo

Voci dalla città: le barriere sono facili da superare. Più sicurezza. Il 29enne è gravissimo

Avellino.  

“Queste barriere non servono - spiega un cittadino -. Non sono adeguate. I giovani non hanno difficoltà a scavalcarle”.

Il giorno dopo le persone commentano choccate la notizia dell'ennesimo tentativo di suicidio dal ponte della Ferriera. 

“Questo ponte è una condanna - gli fa eco una signora -. Speriamo che questo ragazzo si salvi. Sarebbe l’ennesima vittima del mal di vivere. Dovrebbero anche pulire la zona Fenestrelle, visto che le operazioni di soccorso del 29enne sono state così difficili. Sono stati persi comunque minuti preziosi, a causa della fitta vegetazione che invade il letto del fiume e le zone circostanti”.

Lui, il ragazzo che è precipitato nel vuoto, lotta tra la vita e la morte. Ha 29 anni. E' di rione Mazzini. Ieri nel tardo pomeriggio il salto nel vuoto. Il ragazzo ha superato le grate in ferro, di fronte la farmacia di via Due Principati, per percorrere poi qualche metro sulla balaustra e lasciarsi cadere all’altezza del lampione, dove sono agganciati decine di lucchetti.

L'episodio si è consumato a poche ore dal Santo Natale. Il 29enne ha scritto tramite Whatsapp alla mamma  anticipandole le sue intenzioni. La donna si è precipitata subito sul ponte. Tutto inutile. Quando ha capito che il figlio si era lanciato nel vuoto, si è sentita male.

Immediati i soccorsi. Il ragazzo è stato recuperato sul greto del Fenestrelle. Ha riportato traumi e fratture multiple e le sue condizioni sono state giudicate gravissime dai medici del «Moscati» . Ora è intubato e ricoverato nel reparto di Rianimazione.

Le grate anche stavolta non sono servite a salvare una vita.

Nel marzo del 2013, un quarantasettenne si uccise nello stesso posto. Ricapitò nel giugno del 2015 quando un 27enne decise sempre sul ponte di saltare nel vuoto. Poi l’8 agosto del 2016 il Comune impose la sistemazione delle grate, a seguito dell’ennesimo tentativo di suicidio sventato da un parcheggiatore, che per lavoro era presente in zona e salvò una ventiquattrenne.