Agonia centro storico. Piazza Castello, il caso in tribunale

La ditta ha citato l'amministrazione comunale per i ritardi dovuti ai sigilli della Procura

Ma si cerca di trovare l'intesa tra comune e Cogepa

Avellino.  

Piazza Castello, il caso cantiere arriva in Tribunale. Tra Comune e la ditta Cogepa si cerca comunque l’intesa per riaprire finalmente lo slargo, nonostante il contenzioso aperto e approdato nel palazzo di piazzale Marsico.

Un’odissea infinita quella del cantiere, dell’eterna incompiuta dei lavori di messa in sicurezza dello slargo del maniero longobardo. Il prossimo 15 gennaio, presso il Tribunale di Napoli, avrà luogo la prima udienza del processo, che vede l’ente di Palazzo di Città contrapposto ai referenti della ditta. 

La ditta Cogepa si è occupata degli interventi di completamento dell’opera fino allo scorso agosto. Poi lo stop, vista l’impossibilità di chiudere l’opera, di procedere al completamento a causa del sequestro imposto dalla magistratura irpina.

E così la Cogepa aveva citato il Comune per danni, invocando un mega risarcimento da otto milioni di euro, proprio per la sequenza dei fatti.

L’iter giudiziario procede, ma tra l’avvocatura dell’ente e la ditta continuano gli incontri per trovare la giusta intesa. Faccia a faccia impostati per individuare una soluzione transattiva, che disinneschi il contenzioso multimilionario, che intanto viaggia sul binario parallelo della legge. 

Oggi ci sarà un nuovo vertice a palazzo del Popolo. Sullo sfondo la luce, flebile, in fondo al tunnel. Lo scorso 28 novembre, il Tribunale di Avellino ha disposto il dissequestro dell’area in cui sorge l’antico maniero, proprio per consentire il completamento delle verifiche dell’Arpac sulla qualità delle acque di falda e la conclusione delle opere. Un passaggio cruciale che potrebbe finalmente avviare alla tanto attesa schiarita.

La zona è preda di degrado e abbandono da anni. Sono molte le attività commerciali che hanno lasciato la zona. Impossibile andare avanti tra transenne e cantiere. Senza contare i disagi collegati al teatro che si vede costretto tra le transenne dell’ennesima incompiuta in città.

Lo scorso 3 dicembre è stato sottoscritto il verbale tra Comune e Arpac in cui è stato messo a punto il piano di monitoraggio dello stato dei luoghi.

Tutto dovrà essere completato entro gennaio 2021. In tutto si tratta di sei controlli, da effettuare a cadenza semestrale.

I primi screening avevano dato dati positivi. Non ci sarebbe stata la presenza di contaminanti, il particolare il piombo e l’arsenico, metalli pesanti che avevano indotto la Procura a sequestrare l’agorà nell’ormai lontano 2012. 

Per questo era stata avanzata la richiesta di dissequestro che aveva incassato il placet degli enti preposti. Dal canto loro i referenti della ditta lamentano, comunque, i danni subiti per i ritardi per il completamento dell’opera. In tutto, per finire, una volta rimossi definitivamente i sigilli, mancherebbero circa 5 mesi di lavoro, contemplando anche gli interventi su La Terra, nella storica piazza Duomo.

Ultimi ritocchi, un atteso rush finale per i lavori del centro storico, che da punto di pregio del capoluogo resta spina del fianco di varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni. Una piazza off limits da ormai 7 anni.

I lavori potrebbero essere affidati ad un’altra ditta. Ma prima di impegnare nuove risorse il Comune intende tentare di ricuci- re con Cogepa. Così si chiuderebbero gli interventi finali anche a piazza Duomo.