Alto Calore. Sibilia: Basta clientele, faremo la nostra parte

Il sottosegretario agli Interni a margine del tavolo in Provincia : l'acqua resti pubblica

Avellino.  

Tutti vogliono che l'acqua in Irpinia resti pubblica ma da dove debbano uscire i soldi per salvare l'Alto Calore ancora non è chiaro. Governo e Regione hanno risposto all'appello del presidente Biancardi il dialogo del tavolo interistituzionale si è aperto attorno alla possibilità di un concordato preventivo per l'ente di corso europa con dilazione della massa debitoria per poi avviare un processo virtuoso di risanamento. L'amministratore unico Ciarcia insiste per un mutuo con la cassa depositi e prestiti, il sottosegretario Sibilia non chiude la porta. “Se c'è la possibilità di un rapporto di fiducia senza fare clientele e metterci sopra i costi degli amici degli amici e delle mazzette varie che in questi anni hanno devastato l'ente, il Governo è a disposizione. dal canto suo la regione interverrà con un piano triennale per il riammodernamento della rete idrica ma non contribuirà al risanamento dell'ente dichiara il vice governatore Bonavitacola. “Il risanamento è indifferibile, non ci sarà nessun miracolo o estinzione del debito per volontà divina. I conti sono conti, l'acqua pubblica va difesa ma va anche supportata da una gestione virtuosa”. Al tavolo anche i comitati mentre all'esterno di Palazzo Caracciolo sindacati e lavoratori facevano sentire la loro presenza con un presidio. A sostenerli anche don Vitaliano Della Sala che lancia la proposta irpinia santuario laico dell'acqua. “Stiamo pensando di fare questa proposta alle nazioni Unite perchè questo bacino tra i più grandi d'Europa venga adeguatamente tutelato”