Marco: "Io disabile, vorrei lavorare e me lo impediscono"

"Il mio sogno è fare la spesa col mio lavoro: significherebbe aver riconquistato la dignità"

marco io disabile vorrei lavorare e me lo impediscono
Altavilla Irpina.  

“Il mio sogno è fare la spesa”. Può essere un gesto ordinario, a volte considerato una scocciatura diventare il sogno di una persona? Sì, se quella persona è Marco, 30 anni da Altavillla, disabile al 100 per cento, che sogna quella spesa non in quanto desiderio, bramosia di qualcosa: “Significherebbe aver riconquistato una dignità che ora non ho, quella spesa”.

Marco ha una disabilità infida, bastarda: “Il mio cervello rischia di andare in panne perché non produco una sostanza che ne regola l’attività, come tutti gli altri. E dunque devo prendere dei farmaci per evitare che si blocchi tutto”. Questo, unito a una situazione familiare difficile, impediscono a Marco, ai suoi modi gentili e al suo linguaggio forbito, di trovare un lavoro: “Io vorrei fare qualunque cosa, davvero, mi accontenterei di tutto, anche di lavorare full time per una paga part-time da 4 o 500 euro, ma mi chiedono due cose: essere automunito e avere esperienza. E io non sono automunito perché con una situazione familiare difficilissima alle spalle non ho la possibilità né di prendere la patente né di avere una macchina e non ho esperienza perché per fare esperienza qualcuno dovrebbe farmi lavorare. Ad oggi sono stato solo sfruttato tramite qualche contratto di provvigione”.


E dunque l’appello di Marco, e quei sogni semplici che fanno riflettere su quanto alcune cose che si considerano scontate non lo siano affatto: “Io chiedo solo di farmi lavorare, qualsiasi cosa: dal volantinaggio alle pulizie, ho una passione per la cucina e per il fare la pizza e quindi mi piacerebbe lavorare in questo settore ma mi va bene tutto, anche per 4 o 500 euro al mese. Con quei soldi potrei comprare qualcosa che mi piace al supermercato, e metterne un po’ da parte per prendere la patente e fare un corso di formazione, per migliorare me stesso, per ridarmi quella dignità che adesso non ho”.


E se a qualcuno servisse un aiuto cuoco, un aiuto pizzaiolo, un operatore simpatico e con la lingua svelta e una parlantina spedita può contattare Ottopagine, con poco regalerebbe un sogno.