Resta in prognosi riservata Raffaele A., il detenuto 24enne napoletano che si è dato fuoco nel carcere di Ariano Irpino. Le condizioni sono gravi, ma stabili.
È ricoverato nel centro Grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. I familiari che hanno subito raggiunto l'ospedale hanno ringraziato gli agenti penitenziari per avergli salvato la vita, portandolo fuori dalla cella e sfidando fiamme e fumo. Un agente rimasto intossicato ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici in ospedale. E' stato lui a tuffarsi tra fumo e fiamme per strapparlo alla morte, dopo che il giovane aveva perso i sensi.
Elogi arrivano anche da parte di Samuele Ciambriello, garante regionale per i diritti dei detenuti che rilancia i problemi della struttura del Tricolle.
Il 24enne si è dato fuoco nella sua cella. Sono in corso indagini interne al penitenziario e non si esclude l’ipotesi del gesto dimostrativo finito male. Il 24enne avrebbe incendiato alcune suppellettili, ma le fiamme lo avrebbero investito. «Il giovane era arrivato nel carcere avellinese nel 2018 da Secondigliano. Aveva avviato nel tempo una serie di proteste perchè voleva tornare a Napoli. La direzione del carcere aveva chiesto la ritraduzione, che però gli era stata concessa», spiega Ciambriello. Il garante regionale ha rimarcato il dramma delle celle sovraffollate e della cronica carenza di figure professionali, soprattutto psichiatriche, necessarie. Intanto continuano i controlli capillari su ogni istituto come quello del capoluogo irpino dove nelle scorse ore sono stati trovati ancora una volta micro-cellulari.
A darne la notizia è l’osapp, tramite il Dirigente Nazionale Maurizio Russo: "Sollecitiamo ancora una volta le Istituzioni affinché vengano presi urgenti provvedimenti, grazie anche all'ausilio di nuove strumentazioni più all'avanguardia e più sofisticate, al fine di porre un freno a questa facilità sconcertante ed inverosimile di introdurre i telefoni all'interno del carcere".
