L'amministratore unico di Alto Calore Michelangelo Ciarcia si dice tranquillo dopo l'avviso di garanzia spiccato nei suoi confronti per la nuova inchiesta sui bilanci dell'ente idrico irpino-sannita dal 2010 ad oggi e legge il provvedimento giudiziario a suo carico esclusivamente come un atto dovuto.
“Sono tranquillissimo, la giustizia deve fare il suo corso e l'Alto Calore sarà un libro aperto per gli inquirenti per capire cosa è successo in questi anni e chi ha sbagliato deve pagare ma l'anno di mia competenza è solo l'ultimo, per cui se mi hanno chiesto documenti dal 2010, credo che sia estraneo ai fatti contestati. Dal canto mio massima collaborazione, ho consegnato tutte le carte che mi hanno richiesto e ho fiducia nel lavoro dei magistrati”.
Nel mirino delle fiamme gialle soprattutto la documentazione che riguarda i rapporti con comuni, molti dei quali vantano crediti nei confronti di Alto calore per i servizi di fognatura e depurazione. L'inchiesta potrebbe essere partita dalle lamentele degli amministratori, su tutti l'ex sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi e quello di Montella, Ferruccio Capone.
Ciarcia coglie anche l'occasione per rispondere al sindaco Gianluca Festa che, all'atto del suo insediamento, aveva promesso: “La politica resterà fuori dall'Alto Calore”, quello che era sembrato a tutti un avviso di sfratto a Ciarcia che oggi replica con ironia. “Festa venga pure quando vuole a sfrattarmi - scherza - così almeno mi evita questi problemi giudiziari...”
Festa, a margine della conferenza stampa per presentare il palio della botte, ha evitato di controreplicare affidandosi al lavoro della magistratura inquirente e sottolineando come il suo compito sia quello di governare e dare indirizzi per gli enti di servizio.
