Emanuela Sica, scrive e canta per le donne curde e partigiane

Per ricordare il sacrificio e l’incessante lotta delle donne curde combattenti in terra Siriana

emanuela sica scrive e canta per le donne curde e partigiane

Il titolo nasce dalla struggente consapevolezza che le combattenti Curde, nell’andare in battaglia, erano solite cantare “Bella Ciao” (la canzone dei Partigiani)

L’avvocato scrittrice, Emanuela Sica, da sempre impegnata in favore delle donne, scrive e interpreta una canzone dal titolo emblematico: Partigiana, per ricordare il sacrificio e l’incessante lotta delle donne Curde, combattenti in Siria.

Il titolo nasce dalla struggente consapevolezza che le combattenti Curde, nell’andare in battaglia, erano solite cantare “Bella Ciao” (la canzone dei Partigiani).

Nel testo si racconta, in prima persona, la storia di una e, insieme, di tante eroine (donne) che hanno offerto, in sacrificio di battaglia (e non solo armata), la propria vita per la conquista della democrazia, della libertà. 

Corpi e anime di donne che muoiono in guerra, che muoiono per le loro idee rivoluzionarie di pace e fratellanza e poi, metaforicamente, si trasformano in fiori che crescono (nonostante tutto) nel deserto della guerra.

Il fiore è idealmente il papavero rosso, simbolo storico del sangue versato dai combattenti - pensiamo al Remembrance Poppy ossia papavero del ricordo, che viene utilizzato, oltre che nel Regno Unito, anche in Canada, Stati Uniti e paesi del Commonwealth, simbolo del ricordo dei caduti in battaglia -  ma anche della nostra Resistenza Partigiana. 

Donne che, grazie alle loro azioni e al loro sacrificio, restano nei cuori della gente senza mai essere dimenticate mentre il canto tragico, delle loro gesta,  echeggia ancora nelle valli soggiogate dal terrore. 

È un drammatico grido di aiuto alle orecchie del mondo che sembra essere diventato, incredibilmente, indifferente agli echi assurdi di questa guerra così ingiusta (semmai vi sia una guerra giusta) e massacrante in termini di vite umane.  

Le immagini che scorrono nel video-clip https://youtu.be/WMAcivqBZuY  (pubblicato su You tube) richiamano sia le combattenti armate curde (molte di loro perite in battaglia) ma anche l’attivista (non combattente armata) Hevrin Khalaf (che da tempo era nel mirino degli integralisti islamici per il suo ruolo nel tentativo di pacificazione fra curdi, cristiano-siriaci e arabi nella regione.)

Quest’ultima, pochi giorni fa, trucidata barbaramente (prima violentata e poi lapidata) da uomini armati sull’autostrada tra Manbij e Qamishlo insieme al suo autista. 

Link del video clicca qui per ascoltare: 
https://youtu.be/WMAcivqBZuY

Il testo della canzone:

Io combatterò su questa terra arida e stanca di terrore livide bianca culla del mio ieri tomba sui miei sentieri. 

E come un fiore di campo io crescerò nel cuore della gente non morirò donna Curda e Partigiana in terra siriana. 

Datemi voce per favore liberateci da questo orrore non lasciate che lo sterminatore uccida la nostra gente senza fare niente, bruci i sogni dei bambini anche di quelli più piccini.

Eppure nel silenzio noi morti gridiamo liberi nel vento andiamo e dove prima c’era un corpo e un’anima oggi c’è un canto di libertà che sempre più in alto volerà. 

E come un fiore di campo io crescerò nel cuore della gente non morirò donna Curda Partigiana in terra siriana.