Allarme suicidi: 5 in pochi giorni. "Una strage silenziosa"

In Campania 5 vite spezzate nell'ultima settimana. Ieri il dramma della 15enne di Agropoli

Anche il fidanzato della giovanissima si era tolto la vita a luglio

Cinque vite spezzate. Cinque morti tragiche, vite interrotte dal mal di vivere in una tragica sequenza che lascia senza parole. Due morti in un piccolo paese dell'Irpinia, Fontanarosa, un vigile urbano che ha deciso in centro a Napoli di farla finita con la pistola d'ordinanza, un 51enne che l'ha fatta finita ad Agerola e poi Giorgia, l'ultimo angelo volato in cielo così presto, da straziare i cuori di tanti. Giorgia è l'ultima vittima di quel male oscuro che avvelena anima e mente di troppi negli ultimi anni. Una tragica sequenza che tiene insieme le storie di persone che vivono in posti diversi, con destini diversi che all'improvviso non riescono più ad andare avanti e maturano quella scelta oscura di farla finita. Un uomo di 60 si è tolto la vita sparandosi un colpo di fucile al volto lunedì a Fontanarosa. La tragedia si è consumata in via Annunziata dove il 60enne viveva da solo. E’ stato il fratello a lanciare l’allarme. Lo attendeva per pranzo. Non vedendolo arrivare e non riuscendo a mettersi in contatto si è recato presso l’abitazione. Nel garage attiguo ha trovato il 60enne in una pozza di sangue. Sono intervenuti sul posto i carabinieri della locale Stazione. Sabato scorso una 45enne, sempre di Fontanarosa, si era suicidata soffocandosi con un sacchetto di plastica. Passano solo pochi giorni e c'è un'altra vittima, stavolta ad Agerola a due passi d'Amalfi dove un 51enne ha deciso di togliersi la vita. Ma la sequenza sembra non finire. Lo hanno trovato seduto ai piedi della statua di Augusto, senza vita. Il 52enne aveva deciso di farla finito con un colpo di pistola.

Una birra appoggiata sul marmo accanto, la pistola che dopo aver sparato è caduta un paio di metri davanti. E sangue, tutto intorno. Lo hanno trovato così, nei giardinetti di via Cesario Console, seduto sulla statua di Augusto. Centro di Napoli, quartiere Chiaia, nello stesso punto in cui molti turisti e napoletani si fermano a guardare il mare. Il corpo dell'agente della Polizia Municipale di Napoli è stato scoperto poco prima dell'alba dai netturbini, che hanno subito avvertito le forze dell'ordine. 

 "Sottoporremo gli agenti a specifiche valutazioni che verranno introdotte a breve. Ai nostri agenti verrà chiesto di sottoporsi al test Minnesota Multiphasic Personality Inventory, il più diffuso tra quelli che vengono adoperati per valutare le caratteristiche della personalità", ha subito dichiarato il comandante della Municipale del Capolugo partenopeo, a scopo di prevenzione per indagare e arginare il disagio.

Passano solo poche ore e il dramma torna a scuotere le coscienze e anime di tanti. Ieri Giorgia a soli 15 anni ha deciso di uccidersi lanciandosi sotto un treno. I suoi post su Instagram erano tutti malinconici. Ecco la storia del disagio al tempo del social. Forme e richieste di aiuto raccontate nel tempo moderno. 

Forse anche Giorgia meditava da tempo di diventare un angelo, come il suo amore, Antonio Lorenzo, che a luglio scorso aveva deciso di togliersi la vita sparandosi un colpo di pistola in bocca al poligono di tiro di Eboli. A soli 22 anni. 

Poco prima della 16 di ieri Giorgia è diventata anche lei un angelo, lanciandosi sui binari al passaggio dell’intercity Salerno-Paola. Si è lasciata travolgere dalla corsa del treno che l’ha uccisa e martoriata. 

Volti, storie e sofferenze che raccontano il disagio, la sofferenza. Momenti di fragilità, dolori che consumano col tempo.

Il rapporto del'Oms solo poche settimane ha restituito un quadro allarmante. Nel mondo  ogni 40 secondi una persona si toglie la vita. È quanto emerge da un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Tra i giovani dai 15 ai 29 anni, il suicidio resta la seconda principale causa di morte dopo gli incidenti stradali. Per le ragazze nella stessa fascia di età, è secondo solo alle complicanze della gravidanza. Per i maschi, segue incidenti stradali e “violenza interpersonale”.Il numero di Paesi con strategie nazionali di prevenzione del suicidio è aumentato nei 5 anni successivi alla pubblicazione del primo rapporto globale dell’Oms sul suicidio, ricorda l’organismo, ma il totale di Paesi che ne sono dotati, soli 38, è ancora troppo limitato e i governi devono impegnarsi in tale senso. «Nonostante i progressi, una persona muore ancora ogni 40 secondi per suicidio», ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Ogni morte è una tragedia per famiglia, amici e colleghi. Eppure i suicidi sono prevenibili. Chiediamo a tutti i Paesi di integrare strategie comprovate di prevenzione del suicidio nei programmi nazionali di educazione sanitaria».