Un dramma senza fine e un giovanissimo ricoverato in gravi condizioni in ospedale dopo un salto nel vuoto. La prognosi è riservata al Moscati. Un dramma senza fine quello di ieri in città, dove un tredicenne di origini argentine è volato giù dal Ponte della Ferriera. La folta vegetazione che invade la zona del greto e sponde del fiume, ha reso complicati i soccorsi Ma il terreno reso umido dalle piogge battenti avrebbe attutito la caduta al suolo dell'adoloscente, dopo un volo di molti metri. Il ragazzo è ricoverato nel reparto di rinaimazione del polo sanitario di contrada Amoretta.
Il nuovo bollettino
Stamattina è atteso il nuovo bollettino medico, per conoscere le sue condizioni. Il trauma team è stato subito attivato ieri e ha avviato ogni procedura di assistenza sanitaria in somma urgenza. Stanno lavorando in stretta sinergia rianimatore, ortopedico, radiologo,e cografista e chirurgo. Un pool di alta specialità lo tiene sotto osservazione. E' stata effettuata una tac. Il ragazzo presenta più ferite, fratture ossee, in varie zone del corpo. E’ in prognosi riservata, sedato e intubato. Una città intera spera che il peggio sia scongiurato. Avellino prega, l'auspicio è che possa superare presto la fase critica.
La dinamica
Il ragazzino è arrivato in bici sul ponte di via Ferriera. Ha appoggiato la mountain bike di colore bianco al muretto del ponte, si è arrampicato. Ha compiuto qualche passo. Poi il dramma. È scattato l’allarme alle Forze dell’ordine e ai soccorritori. Diverse le segnalazioni che hanno raggiunto i centralini. Sul posto, in pochi minuti, le pattuglie della Sezione Volanti della Questura di Avellino e quelle della Polizia municipale. Sull’episodio indagano gli agenti della Sezione Volanti, coordinati dal vicequestore Elio Iannuzzi. Sulle indagini, vista la giovanissima età del ragazzo, vige la massima riservatezza. Sconvolti i genitori del ragazzino e familiari. Intanto la città è sotto choc per quanto accaduto.
La rabbia dei cittadini
«Questo ponte è un cimitero, dove troppi drammi si sono consumati». E’ la dolorosa affermazione della signora Cristina ai microfoni di 696 tv Ottochannel che ieri pomeriggio s’è recata in via Ferriera per capire cosa fosse accaduto. «Questa barriera, questa griglia non serve a nulla. Servono misure più efficaci. Negli anni continuano a verificarsi episodi del genere», dice con rabbia e amarezza per quanto avvenuto poco prima.
I precedenti
Solo lo scorso 25 settembre c'era stato un tentativo di suicidio sul ponte che collega il centro del capoluogo con la periferia sud. Un 28enne del capoluogo era stato salvato da due giovani agenti della polizia municipale, del capoluogo irpino. Sempre da quel ponte maledetto già teatro di numerosi suicidi e disperati tentativi di farla finita. Un intervento provvidenziale quello dei caschi bianchi che riuscirono a fermarlo. Tre mesi prima, a giugno, una donna di 35 anni era pronta a gettarsi del vuoto nello stesso punto. Anche lei aveva superato la recinzione di protezione ed era salita sul muretto. La segnalazione dei passanti e il tempestivo intervento degli agenti della Sezione Volanti si rivelarono provvidenziali. Epilogo drammatico, invece, quasi un anno fa. Morì dopo quindici giorni di agonia, il 29enne di Avellino che si lanciò giù dal ponte lo scorso 23 dicembre, dopo avere annunciato alla mamma la sua volontà di farla finita via messaggio telefonico. Quello di via Ferriera, per molti, troppi è il ponte dei suicidi.
La recinzione
La recinzione a protezione dal vuoto, su cui affaccia il Ponte della Ferriera, venne innalzata nel 2015. Venne costruita quando una ragazza di soli 23 anni venne salvata in extremis da un parcheggiatore, che la fermò prima che saltasse. Si provò a correre ai ripari a costruire barriere. Un argine che a poco nulla è servito.
«Innalzare cancellate è inutile - commentano i residenti della zona -. Chi vuol farla finita, lo fa comunque. Servono strategie di assistenza ai giovani sempre più isolati e smarriti in una società dove tutto scorre in fretta, lasciando indietro le persone più fragili».
