Non si può scegliere l’oncologo per le visite ambulatoriali, proteste al San Giuseppe Moscati di Avellino. Una decisione, quella annunciata e applicata da tre mesi nel polo sanitario di contrada Amoretta, che ha destato, nonostante si tratti di applicare il piano nazionale di contenimento delle liste di attesa recepito a livello regionale, molte proteste dei pazienti dell’ospedale di contrada Amoretta, soprattutto nel reparto di oncologia, dove i malati invocano procedure sequenziali con lo stesso medico, in virtù di una personale volontà di essere seguiti dallo stesso dottore nel tempo.
“Abbiamo avvisato per tempo i nostri pazienti - spiega il direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica, Cesare Gridelli -. Si era creato un meccanismo ostico, difficile: ogni ventitré del mese in reparto venivano aperte le agende e veniva cosentino ai pazienti di prenotare la visita con il medico che preferivano. Una scelta, che ovviamente non potevano fare tutti, ma solo chi riusciva ad anticiparsi E molto spesso alcuni oncologi non riuscivano a soddisfare le richieste di tutti. E così scattavano costanti polemiche e proteste in reparto.
Ci siamo dovuti adeguare alla direttiva regionale, che prevede visite assegnate a seconda dell’ordine di prenotazione e che non consente la scelta del professionista”.
Insomma, Gridelli dopo le proteste che hanno raggiunto anche la nostra redazione spiega come venga sempre garantita l’assistenza nel reparto ma che l’aumento vertiginoso di pazienti, dato serissimo su cui riflettere a prescindere dalle contingenze delle visite di controllo, ha imposto un sistema generale di assistenza, senza creare particolarismi.
“Senza contare - spiega Gridelli - che al centralino del reparto, proprio per le prenotazioni, sono scattate feroci accuse e proteste, che hanno segnato il nostro personale. Tutto questo per la pretesa di essere assistiti da quel determinato dottore, e basta - spiega Gridelli -. Non funziona così. Anche perché si deve sempre avere ben presente, che in casi di pazienti complessi ci sono i Gom (Gruppi Oncologici Multidisciplinari) e livelli di assistenza multidisciplinari tra reparti, che prevedono consultazioni allargate da specialisti. E’ comprensibile pensare che in casi di persone che affrontano percorsi di cura così difficili come quella oncologiche, il preconcetto per cui si pensa che quel dottore conosca il tuo percorso. Ma, credetemi, non è così visto che al terminale è sempre presente l’intero percorso di cura, assistenza del paziente, che consentirà ad ogni dottore di avere chiaro il percorso terapeutico in itinere”.
