Grande attesa per l’undicesima edizione del Mas Fest, il festival prodotto dall’Associazione Koinè Art Lab e patrocinato dal Comune di Avellino, in programma il 19 e 20 giugno a Parco Manganelli – Santo Spirito.
Tra i protagonisti di questa edizione i gruppi C’Mon Tigre, The Lay Llamas, Kikagaku Moyo, Warias ed altri. L’evento di quest’anno, infatti, si preannuncia come un viaggio eterogeneo che toccherà tre continenti e farà assaporare il gusto e i profumi di luoghi esotici e lontani. Per qualsiasi chiarimento sul Corso Vittorio Emanuele, nei pressi della villa comunale, funzionerà un Info-Point fino al 18 giugno, dove sarà possibile (dalle 20 alle 24) richiedere la tessera dell’associazione Koinè Art Lab per la quale è necessario versare 2euro come contributo associativo.
«Guardo con favore a questa iniziativa - spiega l’assessore Nunzio Cignarella - che è ormai una tradizione consolidata che si svolge nel Parco, luogo ideale per lo svolgimento degli eventi estivi». E quest’ anno gli organizzatori hanno pensato di coinvolgere direttamente gli amici e i fruitori del festival nel viaggio sonoro che sta per cominciare. Attraverso l’hashtag #wearemasfest. L’Associazione chiede ad ogni amico del festival - vecchio o nuovo che sia - di condividere sui social network foto, ricordi e pensieri delle proprie esperienze al Mas Fest sia delle edizioni passate che di questa che sta per cominciare. Per accedere all’area concerti è necessario essere in possesso della tessera dell’associazione Koinè Art Lab.
Il programma di questa edizione:
- venerdì 19 giugno i locali Slaves of Love and Bones, gli italo-tedeschi Warias (con membri dei Soft Moon) e i veneti The Lay Llamas;
- sabato 20 giugno gli avellinesi Exploders Duo, seguiti dai giapponesi Kikagaku Moyo e i meticci C’Mon Tigre, un collettivo di musicisti provenienti da ogni parte del mondo.
«Capiamo che stiamo vivendo un momento storico di evidenti difficoltà - afferma Paolo Pilone, tra gli ideatori e gli organizzatori dell’iniziativa - esistono sicuramente delle priorità. Ma registriamo la sensibilità dell’attuale amministrazione comunale che ci sta rendendo le cose un poco più semplici rispetto al passato. Si è creata una nuova intesa che rende possibile un confronto collaborativo molto proficuo e questo fa ben sperare per proseguire un discorso di condivisione di intenti. A motivarci è la passione per la musica. Con me ci sono tanti amici, Carlo Iandolo, Oscar Cini e altri, con i quali - conclude - abbiamo immaginato il Mas Fest in un momento in cui nella città di Avellino le occasioni per poter fruire di musica dal vivo erano davvero poche».
Alessandro Calabrese
