Non bastavano i negozi chiusi e il cantiere per i lavori di riqualificazione che continua a creare disagi ai commercianti e ai residenti di Corso Europa. A metterci il carico da 11 multe e carro attrezzi. Questa mattina, infatti, sono stati diversi gli automobilisti sanzionati in via Zigarelli perché avevano parcheggiato in divieto di sosta e che si sono viste le macchine prelevate dal mezzo chiamato dai vigili urbani.
Un’altra stangata, dunque, per chi lavora, vive o ha un’attività in zona. Un altro segnale negativo per chi, nonostante le difficoltà, sta cercando di continuare ad andare avanti. Di certo questa azione, per quanto giusta e ineccepibile in base al Codice della strada, avrebbe potuto essere condotta diversamente. Magari con un po’ più di tolleranza. Chiaramente non verso la trasgressione alla norma ma nei confronti di una fetta del centro urbano che già tanto sta patendo per un’opera necessaria quanto invasiva.
Il cantiere di Corso Europa, del resto, è stato inaugurato 110 giorni fa. E, secondo quelli che dovevano essere i termini annunciati dall’amministrazione comunale, la conclusione dei lavori sul primo tratto è già sforata. Inoltre, su alcuni degli avvisi affissi sui lampioni della luce, sulla recinzione che delimita l’area dell’intervento e nei pressi dei negozi, c’è scritto che l’intervento sarebbe stato terminato entro il 31 maggio. Un’altra scadenza non rispettata.
L’episodio di questa mattina è stato registrato non senza polemiche e disapprovazione da parte dei commercianti di Corso Europa, alcuni dei quali hanno sottolineato il momento già difficile e l’eccessiva severità con la quale si è proceduto ad elevare contravvenzioni e confiscare le auto. «A volte chiudere un occhio - ha detto qualcuno - non significa non far rispettare le regole ma semplicemente essere più comprensivi rispetto ad una situazione molto complicata che la stessa amministrazione comunale dovrebbe tenere in debito conto. Blitz del genere, rispetto ad automobili che non intralciano il passaggio o bloccano un varco, in questa fase potrebbero essere evitati…».
Alessandro Calabrese
