Queste immagini, girate oggi alle 17,50, a Campo Genova non sono un pesce d’aprile. Rappresentano le febbrili attività presso il cantiere del centro operativo che il sindaco Gianluca Festa vuole aprire per gestire l’emergenza Covid (con test rapidi) e fronteggiare le difficoltà delle fasce più disagiate distribuendo pasti.
Vero, gli operai non ci sono: ma basta immaginarli ed ecco che frotte di caschi gialli, come cinesi o milanesi della Fiera, si agitano su tutta l’area.
Vero, le tende chieste alla Regione non sono arrivate (De Luca ha stroncato i test di Festa come “palle” e D’Amelio vorrebbe denunciarlo per procurato allarme) ma Gianluca Festa sa benissimo dove le piazzerà quando riuscirà a piazzarle, se le piazzerà.
Dicono che si sia fatto realizzare un plastico da mostrare a breve, nel corso dell’ennesima diretta Facebook, con le quali annuncia, ogni giorno e ogni volta di nuovo, che è tutto pronto e che “si parte”, come ha già avuto modo di spiegare nei trenta secondi di notorietà che un amico giornalista di Avellino gli ha procurato su “Uno Mattina” oramai quattro giorni fa.
Sì, è vero, i test rapidi (5 mila) non ci sono ancora, non sono ancora arrivati. Ma in compenso sono pronte le linee guida con le quali saranno effettuati sui sospetti: sette file da sei, con il resto di due.
I pasti? Dettagli. Vuoi mettere la salubrità del posto che fino a ieri ospitava rifiuti e pure qualche antesignana ecoballa. Festa distribuirà derrate e i buoni. Ora immaginate, a distanza di un metro uno dall’altro, che salti di gioia faranno i disagiati, categoria deleritta di cui da sempre si occupano solo e sempre le mense Caritas o le parrocchie, ma che allo spuntare di qualche spicciolo ecco che assurgono a primo dei problemi.
La verità?
Avellino ha il “peccato mortale” del tunnel da farsi perdonare. Ha l’ignominia di un’Autostazione che dal terremoto non si apre. Ha l’indecenza di tenere una piazza Castello prigioniera da sette anni, come fosse il Tibet di Brad Pitt. Ha l’irrisolto nodo del Tribunale inagibile eppure frequentato. Ha l’incapacità di trovare senso e soluzioni per Eliseo, Villa Amendola, Casino del Principe, ex Moscati, ex ospedale Pennini.
Ora che volete che sia una incompiuta in più?
Il sindaco scherzava su Campo Genova: era un pesce d’aprile.
