Biodigestore nella valle del Sabato,appello alla mobilitazione

Secondo gli attivisti la scelta dell'Ato Rifiuti di Avellino peserà sul futuro dell'area

biodigestore nella valle del sabato appello alla mobilitazione
Avellino.  

Riceviamo e pubblichiamo la nota del comitato "Nessuno tocchi l'Irpinia" contro la realizzazione dell'impianto Biodigestore a Chianche

"Dopo che l’Ato rifiuti è stato inattivo per anni, con delibera del 13.07.2020, avalla la decisione dell’ubicazione biodigestore a Chianche. Il suo Presidente, l’arch. Valentino Tropeano dopo aver cercato, come Diogene, siti alternativi a Chianche non appena si sono candidate altre aree si inventa, con il suo direttore generale, una commissione tecnica per escluderli! Infatti con delibera n.1 del 20-01-2020 il Consiglio d'Ambito invece di decidere delega la decisione ad una commissione composta da 7 tecnici esperti di cui 1 nominato da ARPA CAMPANIA DIPARTIMENTO PROVINCIALE DI AVELLINO, 1 da  LEGAMBIENTE, 1 da FARE VERDE, e 3 nominati dall’ UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI SALERNO e  presieduta dal Direttore Generale l’ing. Annarosa BARBATI (dipendente in aspettativa di Irpiniambiente da sempre favorevole a Chianche). Nella delibera si sanciva che “la valutazione tecnica scientifica che elaborerà la commissione sarà propedeutica al processo decisionale di individuazione del miglior sito, disponibile, che opererà il Consiglio”, quindi non era  previsto una elaborazione di  nessuna “griglia o graduatoria” dei siti.

L’Università degli studi di Salerno designa i professori: Giovanni De Feo (che in varie  interviste e sui social ha sempre difeso la scelta di Grillo), Sergio Barile e Domenico Guida. L’ARPAC declina l’invito per ragioni istituzionali, mentre Legambiente  comunica “che non ha ritenuto opportuno partecipare a tale commissione perché la collocazione dell’impiantistica è una responsabilità che non le compete” (insomma aveva capito in anticipo la manovra!). L’associazione onlus FARE VERDE, a noi sconosciuta, designa in ritardo: l’arch. Pasquale Petruzzo. Quindi da 7 tecnici esperti si scende a 4.  La commissione bloccata dall’emergenza covid -19, finita l’emergenza, lavora alacremente e come dimostrano i verbali, in solo 3 sedute (nemmeno il tempo di fare un sopralluogo nei siti candidati): 4 giugno 2020, 18 giugno 2020 e 24 giugno 2020, stabilisce ,senza che sia stato richiesto dalla delibera n.1, una graduatoria in senso decrescente dei 3 siti disponibili: Savignano Irpino 0.645 - Montella 0.670 -Chianche 1.00La commissione arbitrariamente esclude tutte  le motivazioni alla base dei numerosi ricorsi inoltrati, da parte dei comuni e di importanti Enti sovra comunali, come la Provincia di Avellino e la Comunità Montana del Partenio, alla Giustizia Amministrativa (TAR e Consiglio di Stato) che sono ancora in itinere sul progetto del comune di Chianche peraltro definito superato dai consiglieri regionali Petracca, D’Amelio nonché dall’assessore Bonavitacola.Questo studio di fattibilità, mai pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente d’Ambito ma anticipato ai giornali, viene approvato  Con DELIBERA DEL CONSIGLIO D’AMBITO N. 7 del 13-07-2020 , da soli 7 consiglieri su 12 (BUONFIGLIO, DI CICILIA, FARINA, GIACOBBE, LANZETTA ZOINA e TROPEANO) , su impulso del presidente Tropeano  che addirittura non mette ai voti una questione pregiudiziale del Consigliere D’Ercole che dissentiva, con il consigliere Della Marra Scarpone, sui parametri utilizzati dalla commissione per l’elaborazione della graduatoria. Perché un parere di una commissione diventa automaticamente, senza nessuna discussione, una decisione dell'ATO?

Addirittura il consigliere FARINA, che approva lo studio, afferma “che la politica debba fare un passo indietro rispetto al dato tecnico scientifico”.  Ma allora a che serve un consiglio d’ambito, organo politico, se si lascia la scelta ai tecnici? Oppure invocare il parere di una commissione di  pochi esperti  doveva servire a fornire un’argomentazione tecnica a giustificazione di una decisione politica già assunta? Chi decide la gestione dei rifiuti urbani in questa provincia: il Consiglio d’Ambito o il suo direttore generale? Addirittura il Direttore Generale Barbati nello stesso studio di fattibilità si permette  impropriamente di esprimere anche giudizi politici meritevoli nei confronti del Sindaco di Chianche definendolo con il termine di “avanguardista” e presentando di riflesso gli oppositori all’insediamento del biodigestore come quelli del “no nel mio giardino” .

Ancora una volta decisioni cruciali per la vita delle nostre comunità vengono imposte al nostro territorio senza nemmeno consultarlo. Nel 2016 con una delibera sindacale di una sola persona: il Sindaco di Chianche Carlo Grillo, è stato deciso il destino di tutti ed oggi da sette persone con l’avallo di 4 tecnici si continua con la stessa strategia ! Ma ammesso che si faccia questo biodigestore chi lo gestirebbe? Il comune di Chianche, l’ATO rifiuti o qualche socio privato che si materializzerà al momento giusto? Oppure qualche società  pubblica, ad esempio Irpiniambiente ? Basta ricordare gli olezzi di altri impianti, che dovevano essere modelli virtuosi: il CDR di Pianodardine per essere preoccupati!

Ricordiamo  ai tecnici-politici la vicenda del biodigestore “modello”di Salerno  dove secondo l’ANAC e la Commissione Europea c’è stato, nel corso degli anni, “un cattivo funzionamento dell’impianto” che ha causato “onerosi extra costi nella gestione per la scarsa qualità della frazione organica che arrivava al biodigestore e per i mancati introiti  derivanti vendita del compost che andava addirittura in discarica.

Quali sono le iniziative di questo consiglio d’ambito e del suo direttore generale in merito alla qualità della frazione organica? Ma soprattutto quanto costerà l’umido a tonnellata? Speriamo di non scoprire che era più conveniente portarlo fuori regione! Il Presidente Tropeano e il suo direttore generale le sanno queste cose? Le hanno studiate?

La politica dovrebbe essere una cosa seria che non può essere vista come un’attività slegata dagli interessi delle comunità che dovrebbe tutelare. La sensazione è che anche su questa materia siano prevalenti posizionamenti e interessi relativi alla prossima campagna elettorale per le regionali, piuttosto che il bene di questa provincia. Quando la politica si riduce alla difesa di interessi di consorteria e non si fa scrupolo di umiliare aree la cui unica colpa è quella di essere poco popolate e di costituire quindi bacini elettorali poco ambiti, ogni cittadino e ogni soggetto portatore di interessi collettivi ha il dovere di scegliere la strada della protesta, pacifica ma libera. Da parte nostra valuteremo con tutte le amministrazioni interessate ogni iniziativa politica e giudiziaria per annullare questa assurda decisione e bocciare un Piano d’Ambito del tutto inadeguato a gestire i rifiuti in questa provincia" conclude la nota del comitato Nessuno Tocchi L'Irpinia.