Processo Valle del Sabato, "Per chi inquina solo una multa"

Arpac e Noe hanno accertato che non permangono conseguenze dannose o pericolose dei reati

processo valle del sabato per chi inquina solo una multa

Il Comitato degli ambientalisti giudica non adeguata la decisione dei giudici."Il diritto all'ambiente è riconosciuto valore supremo dalla Costituzione. Necessario intervento del Legislatore.

Avellino.  

Si è celebrata oggi la terza udienza del processo Valle del Sabato che vede imputati a vario titolo otto persone per condotte illecite previste dal Testo Unico Ambientale e gettito pericoloso di cose.
Presenti le costituende parti civili, il comitato "Salviamo la valle del Sabato", difeso dallo Studio legale Fortunato per il tramite dell’Avv.p. Anna Esposito e la Provincia di Avellino difesa dall'avvocato Iacobelli.
Nuovamente assenti i Comuni di Avellino e Montefredane.

A renderlo noto con un comunicato stampa è lo stesso comitato "Salviamo la Valle del Sabato" che commenta la decisione dei giudici non adeguata alla gravità del reato contestato che avrebbe richiesto - secondo gli attivisti - una condanna più severa di una semplice multa. Secondo gli attivisti a questo punto è necessario un intervento legislativo. 


"Il Dottor Corona, titolare del processo, aveva concluso l’udienza del 29.01.2020 disponendo che l’ARPAC e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (N.O.E.) verificassero l’eliminazione delle conseguenze dannose mediante la rimozione delle criticità contestate a vario titolo agli imputati al fine di concedere l’oblazione (il pagamento di una somma di danaro estingue la contravvenzione). Ebbene, l’ARPAC e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (N.O.E.) hanno accertato che non permangono conseguenze dannose o pericolose dei reati contestati e il giudice ha concesso agli imputati l’oblazione, concessione che è avvenuta nonostante nel corso degli accertamenti si è avuto modo di riscontare varie irregolarità (vi è addirittura un’azienda che smaltisce rifiuti per un quantitativo superiore al limite giornaliero previsto dalle autorizzazioni). - continua la nota del comitato che aggiunge- Il giudicante però non ha tenuto conto di tale elemento così come della GRAVITa’ DEL FATTO quale lesione del bene giuridico tutelato, nel caso in specie il DIRITTO ALL’AMBIENTE riconosciuto quale valore supremo non solo dalla nostra Carta Costituzionale ma anche dalla Corte di Strasburgo come diritto alla vita privata, familiare e diritto a vivere in un ambiente salubre, aspetti questi portati all’attenzione dall’Avv.p. ANNA ESPOSITO quale difensore del COMITATO SALVIAMO LA VALLE DEL SABATO. Nell’ordinanza, si legge che la somma che gli imputati dovranno versare a vario titolo prevede importi che partano da euro 103 fino ad un massimo di euro 13.000, oltre alle spese del procedimento da pagare entro il 9.10.2020, data della prossima udienza. Alla luce di tali fatti è chiara la necessità di un intervento del Legislatore in materia di Diritto Ambientale, tali condotte non possono e non devono essere oblabili. “Rebus sic stanti bus” si può tranquillamente continuare ad inquinare basta pagare una multa. Tuttoquesto è semplicemente ridicolo, è un affronto non solo all'ambiente e alla vita ma anche alla decenza!" conclude la nota inviata dai membri del Comitato Salviamo la Valle del Sabato.