Alloggi popolari, né detrazioni né bonus fiscale

La denuncia di Lieto (Cgil): il Comune non ha rimosso gli ostacoli, oltre al danno anche la beffa

Avellino.  

«Nulla di fatto per gli assegnatari degli alloggi popolari di proprietà del Comune di Avellino. Oltre al danno di non poter godere delle detrazioni previste dal decreto governativo per mancanza di regolare contratto di fitto, la beffa fornita dal Comune di Avellino che dopo diverse settimane non ha provveduto a rimuovere l’ostacolo al godimento del bonus fiscale». Lo afferma in una nota Fiorentino Lieto del Servizio Casa Cgil.

La vicenda è stata già segnalata proprio dallo stesso comparto sindacale nelle scorse settimane denunciando l’impossibilità di accedere alla detrazione di 450 e 90 euro per chi è beneficiario dell’alloggio popolare di proprietà dell’ente di piazza del Popolo in quanto, nonostante i decreti di assegnazione pluridecennali non è mai stato siglato regolare contratto, anche peril mancato accatastamento degli edifici.

Il Servizio Casa CGIL aveva chiesto al sindaco di Avellino ed agli uffici competenti, già tre mesi fa, di attivare le procedure per risolere l’impasse. Ieri, la riunione della commissione consiliare competente, alla quale non si sono presentati né il sindaco Foti, che pure aveva promesso di interessarsi alla vicenda in quanto possessore della delega specifica, né il segretario generale, mentre nulla sapeva della riunione il dirigente di settore.

«La questione resta irrisolta – dichiara Fiorentino Lieto, responsabile del Serizio Casa Cgil- per colpa degli amministratori comunali, che vanificano, tra l’altro, l’impegno del presidente della Commissione consiliare e sono sordi alle richieste delle associazioni e quindi dei cittadini. Questo dimostra quanto il settore abitativo ha necessità di essere gestito e governato da persona sensibile e disposto a spendere tempo e pazienza, in quanto tale ambito investe  cittadini che sono più deboli della, coloro che maggiormente avrebbero bisogno del sussidio fiscale, ed  invece,  risulteranno  ad essere danneggiati dalla incapacità e dalla volontà dilatoria degli amministratori,  dei  dirigenti e dei funzionari comunali. E’ evidente – conclude Lieto – che né il sindaco, né i dirigenti e funzionari del Comune siano in grado di comprendere l’emergenza finanziaria di un precario o di un disoccupato con famiglia ed il valore intrinseco di uno sgravi di 450 o di 900 euro sull’abitazione”