Sono almeno sssurde le affermazioni rilasciate del presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, che ritiene di aver trovato una soluzione al bisogno di alloggi che vi è nel nostro Paese, per Italiani e stranieri: le case sfitte possono andare a migranti ed autoctoni. La nostra Costituzione tutela la proprietà privata e quelle case possono essere sfitte, per tanti motivi, ma finché la “proprietà non è un furto” , il proprietario ha la potestà di vendere, affittare a chi vuole ecc. Su quelle case, il proprietario paga le tasse e non si capisce perché altri dovrebbero decidere per lui».
Il presidente del Libero Sindacato di Polizia (Lisipo), ha poi aggiunto: «Il timore è che le parole del Presidente delle comunità islamiche, possano, anche al di la delle intenzioni di chi le ha pronunciate, invogliare qualcuno, italiano o straniero che sia, a occupare la proprietà altrui. L’Italia – ha continuato de Lieto - sta accogliendo, ben oltre le sue possibilità, una massa enorme di clandestini ed aspiranti profughi , e molti di questi, anziché ringraziare, avanzano subito dei diritti, fra cui quello della casa. Quelle case “sfitte” – ha evidenziato il presidente del Lisipo -, sono il frutto del lavoro di generazioni, di risparmi di una vita. Vi sono italiani che aspettano un alloggio popolare da decenni, senza ricevere nulla, forse con gli “alloggi sfitti” si suggerisce una scorciatoia che, comunque, andrebbe a cozzare contro i diritti ed i sacrifici, di altri».
«Il Lisipo – ha concluso de Lieto - ritiene che queste proposte, possono danneggiare ulteriormente il mercato immobiliare, accentuando la crisi dell’edilizia, con tutte le conseguenze che ne derivano».
