Candelora in Irpinia, benvenuta Luxuria. E' tornata ad Avellino, come ogni anno, la madrina di eccezione della Festa e tradizione che negli anni è stata ribattezzata il Femminiello Pride: Vladimir Luxuria. Luxuria è arrivata intorno alle 19 accompagnata da Claudio Morassi, che come ogni anno la scorta in pellegrinaggio a Montevergine. Ma la Candelora ai tempi del coronavirus sarà celebrata nel segno delle limitazioni. Nessun evento e neanche festa, stop ai bus e si sale solo su prenotazione sul Monte Partenio con la funicolare. "Sarà una Candelora diversa, certo - spiega Vladimir Luxuria arrivata questa sera ad Avellino -. Un evento liturgico, sacro che comunque si rinnova, nonostante le restrizioni. Siamo devastati da questo flagello, dal covid, che ci ha colpiti nella mente e nel cuore. Stiamo lottando contro il coronavirus con il vaccino, con le misure anti contagio e anche chiedendo, con tanta fede e preghiere, una intercessione di Mamma Schiavona perchè ci liberi dal virus". Domattina Luxuria salirà a Montevergine ma per un momento di intima religiosità, lontana da telecamere e momenti di ritrovo.
"Sono venuta come ogni anno per portare la mia preghiera alla Madonna dal volto nero che mi ha fatto, tanti anni addietro, ritrovare la fede.I suoi occhi misericordiosi restano la luce da seguire in questo momento di grande dolore per tutti.Certo, non vedo l'ora che si torni a celebrare la nostra Candelora tra feste, balli, canti e tammorre, ma per quest'anno celebreremo una Candelora, che ci ricorda le parole usate dallo scrittore Giuseppe Marotta per la Madonna di Montevergine: composta e soave".
Luxuria invita tutti a rispettare le regole e a non creare assembramenti. "Oltre che per la normativa credo che vada celebrata una Candelora di pura fede senza festeggiamenti per rispetto di tutte le vittime del covid. Una questione di sicurezza, dunque, ma anche di sensibilità"-
E sul rapporto speciale di Vladir con l'Irpinia: sono cittadina onoraria di Ospedaletto. Effettivamente l'Irpinia, Montevergine, sono luoghi che mi hanno cambiato la vita. Ritornare a credere grazie a Mamma Schiavona, mi ha riportato indietro alle mie origini, a Foggia quando frequentavo la chiesa, prima che qualcuno mi facesse credere che quelle come me non avessero diritto a pregare e credere".
