“Lo Stato continua a infangare la memoria di Pasquale Campanello. I boss fuori dalle carceri in tempo di pandemia è un offesa a tutti quelli che si sono spesi per la giustizia”.
Antonietta Oliva la vedova dell'agente penitenziario assassinato sotto casa sua a torrette di Mercogliano l'8 febbraio 1993 torna ad attaccare le istituzioni. "
"Non solo dimenticati e un omicidio che non ha colpevoli dopo 28 anni ora anche infangati questo non è degno di un paese civile. Dopo tanti anni il dolore è lo stesso. Siamo indignati perché nonostante tutto questo tempo non sono stati ancora assegnati alle patrie galere né i mandanti, né gli esecutori di questo delitto".
Poi il duro sfogo. "Quando lo Stato non fa il suo dovere ci dobbiamo impegnare tutti per richiamarlo all’ordine. Se in un momento di pandemia si pensa bene di trasferire i boss sottoposti al 41 bis nelle proprie abitazioni la memoria di Pasquale, come quella dei giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, viene nuovamente infangata. Il sacrificio di tutti, fino a Pasquale Campanello, non è stato colto dalle istituzioni. Queste persone che hanno fatto così male, vanno sì curate, ma devono rimanere in carcere"
.A lenire almeno in parte il suo dolore ci hanno pensato i ragazzi di Libera che le hanno donato un quadro con l'immagine della giustizia, quella giustizia che ancora ostinatamente Antonietta e l'associazione continuano a chiedere.
