Dare alla luce un terzo figlio con un parto spontaneo, dopo essere stata sottoposta, per dare alla luce i suoi due precedenti figli due tagli cesarei, è un evento eccezionale, un successo medico che induce a riflettere su come negli ultimi tempi, per l’eccessiva medicalizzazione del percorso, si registri una tendenza opposta al naturale decorso di una nascita. Al San Giuseppe Moscati di Avellino, nel reparto di ostetricia e ginecologia diretto dal Dottore Elisiario Struzziero, è accaduto quello che viene definito un parto straordinario, un parto naturale che diventa possibile anche dopo due cesarei o più.
Si parla tecnicamente di VBAC, dall'acronimo inglese che sta per Vaginal Birth After Cesarean ('parto vaginale dopo cesareo').
“La signora, una donna residente fuori provincia, è arrivata al Moscati proprio perché sapeva della possibilità di poter partorire da noi naturalmente e in piena sicurezza dopo aver avuto due cesarei – spiega il primario dell’Uo di Ostetricia e Ginecologia, Elisiario Struzziero -. Noi siamo convinti sostenitori del parto naturale- spiega l’esperto -. Il parto della signora si è concluso benissimo e stanno bene sia la mamma che il suo piccino.
Purtroppo il parto spontaneo è una pratica sempre più abbandonata. Si può dire che in casi eccezionali come questo, dopo ben due parti con taglio cesareo, poche strutture lo praticano, di certo nessuna nel Sud Italia, credo che siamo gli unici.
Un dato che ci rende ancora più orgogliosi nel sapere di poter e saper fornire la migliore assistenza a quelle donne, che per più e diversi motivi, vogliano partorire naturalmente anche in condizioni in cui, nella stragrande maggioranza dei casi, si trovino costrette a partorire sottoponendosi al taglio cesareo”.
Una serie di rischi, tesi, fattori sociali e culturali negli ultimi anni hanno infatti fatto registrare una crescita esponenziale del numero di parti cesarei programmati.
“Nella nostra unità operativa siamo pronti a poter assistere e sostenere parti spontanei, anche in casi di donne che abbiano sostenuto uno o più tagli cesarei – spiega Struzziero -. Rispetto al parto naturale, più in generale, ci sono molte, troppe resistenze culturali e sociali da vincere, sia nelle pazienti come anche negli operatori sanitari. Ma il nostro traguardo raggiunto è stato quello di poter garantire parti in Vbac studiando attentamente la gestante, studiando ogni eventuale complicanza, così da accompagnarla e sostenerla in piena sicurezza durante il parto naturale, che resta l’evento più bello e normale nella storia dell’umanità. La struttura è preparata all’emergenza. Il rischio da saper affrontare, in caso di parto naturale dopo cesareo, è la rottura dell’utero. Un evento a cui siamo pronti a rispondere. Le nostre partorienti sono tutte epituralizzate, come se fossero sottoposte a cesareo, quindi in caso di emergenza siamo in grado di intervenire in piena sicurezza”.
Nel reparto di ostetricia del Moscati si registra un numero molto basso di cesarei. “Crediamo non si debba denaturalizzare il percorso di una donna – spiega Struzziero -.
Il parto naturale resta un vantaggio per la mamma e per il suo bambino. Si tratta di un evento che avviene da sempre, ch si è perfezionato naturalmente nei millenni.
Senza dimenticare che un bimbo che nasce naturalmente è meno soggetto a tumori, leucemie, allergie, obesità e patologie autoimmuni. La stessa mamma, qualora volesse tornare a diventare genitore, sarà meno soggetta a patologie della placenta”.
