L’Alzheimer è la malattia dell’oblio, in cui la memoria svanisce e la cura di se stessi diventa sempre più difficile, a cominciare da quei piccoli gesti quotidiani come lavarsi, mangiare e vestirsi. Sono oltre 800.000 i malati di Alzheimer in Italia, particolare forma di demenza che fu descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropsichiatra tedesco Alois Alzheimer, in una donna di 51 anni che soffriva di strani sbalzi di umore e gravi perdite di memoria. Negli anni Settanta si parlava di “demenza presenile”, poiché si ritenne che la malattia potesse colpire solo le persone al di sotto dei 65 anni. Tuttavia, solo di recente si è constatato che la malattia di Alzheimer è più frequente quanto più aumenta l’età. In un paese in cui la popolazione degli ultra settantenni va aumentando di anno in anno, il morbo di Alzheimer è tra le forme di demenza più frequenti. Nello specifico del nostro territorio regionale, in Campania esistono circa 80.000 casi, e più di 200.000 familiari coinvolti, gli unici ad assisterli. Ci sono 79 Unità di valutazione Alzheimer e 24 tra Residenze sanitarie e centri diurni . C’è, poi l’attivissima sezione napoletana dell’Aima (Associazione italiani malati di Alzheimer) impegnata da anni in studi e ricerche, corsi di formazione per il lavoro di cura. Ma soprattutto un punto di riferimento per i famigliari. Già, perché l’Alzheimer è definita anche una “malattia sociale” perché coinvolge non solo l’individuo ma tutta la sua rete affettiva, questo perché il lavoro di cura vero e proprio si svolge tra le mura domestiche.
Secondo la sua definizione scientifica è il progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, tale da interferire con le attività della vita. «Ma chi non vive questa situazione può capire solo una piccolissima parte del problema» racconta Caterina, 67 anni, moglie di Salvatore, 78 anni. Poco più di un anno fa è arrivata la diagnosi: morbo di Alzheimer. Salvatore, pensionato ed ex rappresentante di commercio «era una persona attiva, socievole, amava profondamente la vita. Mai avrei pensato di vedere mio marito in questo stato di spaesamento perenne» racconta Caterina, donna minuta ma tenace.
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Marina Brancato
