"Mio figlio è vulnerabile, voglio cedergli il mio vaccino"

Il giornalista Andrea Festa scrive a De Luca e chiede di dare priorità a suo figlio Alfonso

mio figlio e vulnerabile voglio cedergli il mio vaccino
Avellino.  

"Rinuncio al vaccino e cedo la mia dose a mio figlio che è un ragazzo estremamente vulnerabile". È l'atto d'amore del giornalista di Venticano, Andrea Festa, che ha scritto al Governatore Vincenzo De Luca, per chiedere di poter cedere la sua dose a suo figlio Alfonso, che è bisognoso di essere vaccinato con urgenza. Festa in una missiva ha scritto al Governatore della Campania, chiedendo che la dose a lui destinata come giornalista, sia ceduta al figlio spiegando le ragioni della sua scelta. Una scelta motivata dalla necessità di fare presto, di assicurare garanzie ai cosiddetti pazienti fragili.

Alfonso è un ragazzo speciale, affetto da una patologia. La lettera di Festa ha rapidamente fatto il giro del web, perchè è traccia e racconto di come e quante famiglie campane siano in attesa del vaccino chiedendo misure straordinarie a tutela delle persone più fragili.

“Nonostante le emozioni ed i sentimenti di gioia che hanno accompagnato la ricezione della comunicazione inviatami dall’Ordine campano, tuttavia, sono costretto a rinunciare al vaccino - spiega Festa nella sua missiva -. La ragione è semplice: sono il papà di due splendidi ragazzi che, dopo la scomparsa di mia moglie, sono la mia unica ragione di vita, il bene più prezioso che mi rimane. Fin qui tutto normale se non fosse che Alfonso, il mio primogenito, è un ragazzo speciale ma, al tempo stesso, estremamente vulnerabile a causa di una patologia inserita nell’allegato 3 della Circolare del Ministero della Salute del 9/02/2021 per il quale ancora nessuno si è preoccupato di calendarizzare la sua vaccinazione. Ecco. Con il Suo permesso, vorrei farlo io. Vorrei cedere la mia dose ad Alfonso, proprio come farebbe Lei o qualsiasi altro genitore costretto a vivere in una società sorda ai bisogni dei più deboli e sempre più indifferente verso le persone in difficoltà. Mio figlio è uno dei tanti ragazzi abbandonati da questa Stato  - spiega Festa - ed io ho il dovere morale di fare qualsiasi cosa per vederlo ancora sorridere ma, soprattutto, per tenere viva la sua speranza in un mondo migliore”.