Boom di separazioni, un crescendo di disagi psichici e il fronte della povertà che continua ad allargarsi. Eppure il messaggio del vescovo di Avellino Arturo Aiello nella settimana santa che porta alla Pasqua è quello di resistere fino al vaccino per tutti perchè questa è una guerra mondiale.
“E’ una Pasqua in rosso ed è una Pasqua colma di angoscia, lasciamo alimentare la speranza che ci arriva da Gesù. Siamo in una vera guerra mondiale, più di quelle combattute nei primi del ’900. Questa è una guerra che riguarda gli uomini di tutte le longitudini e le latitudini. C’è la difficoltà del presente e quella del dopo. Prendendo spunto dalle parole della scrittice Margaret Mazzantini: “Sarà più difficile passeggiare sui detriti che camminare sulle bombe Il dopo può essere ancor più doloroso del momento che stiamo vivendo".
“La gente è stanca - prosegue Aiello - Un anno fa si cantava ai balconi con la speranza che il covid durasse poco oggi quei balconi sono chiusi e siamo allo stremo delle forze. Quello che è accaduto sul piano economico, oggi è accaduto sul piano delle forze interiori. Lo scorso anno le famiglie hanno dato fondo ai propri risparmi sperando di rientrare nel giro di qualche mese. E’ trascorso un anno, le risorse non ci sono più e quindi c’è una ripercussione forte sull’aspetto psichico della persona”.
E allora come in un vecchio film non c'è che da aspettare che arrivino i nostri i vaccini per tutta la popolazione. “Non ci dimettiamo dunque alla vigilia della vittoria, che per noi cristiani è la resurrezione di Gesù. Saremo presto tutti vaccinati e pronti a riprendere la vita in maniera migliore. Ci salveremo solo insieme”.
