Avellino tra le prime dieci città d'Italia a luci rosse. Lo riporta una statistica molto lontana da quelle cui siamo abituati in questi mesi di buio e sofferenza. Ma tira pure questa. Come sempre fa il frullo del passero. Con 127 presenze mensili di bocche di rosa, il capoluogo irpino si piazza al settimo posto. Meglio fanno Alessandria (632 sex worker attive), Cuneo (409), Udine (228) e via così fino alle pendici del monte Partenio. Il dato è interessante perché, rispetto al 2019, ad esempio, mostra una crescita del 4,3% nonostante s'incoccino i mesi del Covid e dello stare tutti tappati in casa. Evidentemente, dalle parti di Avellino gli sgoiattolatori dalle lenzuola casalinghe sono degli irriducibili.
Trasportati da un non trascurabile dato: l'offerta ha subito una variazione nel costo del -26%, ovvero prezzi modici a parità di prestazioni. Evidentemente, anche per certe attività vale la regola del marketing e del low cost. Ma il discount del sesso, monitorato attraverso l'equivalente di un advisor per le vacenze estive, va oltre. E qui il dilemma si fa davvero cornuto, perché, vallo a capire com'è o come non è, il ricorso al frullo palliativo ha un giorno particolare della settimana e un orario preciso: le 15,30 del lunedì.
La curva cartesiana non mente: lì c'è il picco dei picconatori in trasferta. Già, perché pure per queste particolari attività le donne sono discriminate e davvero non si sa loro... “come, quando, a che ora e con quale frequenza” preferiscono svolazzare su altri fiori. Sono soltanto i maschietti a finire nelle graduatorie degli annunci di escort pubblicati o di clic riservati a siti online specializzati nel reclutamento. Ed è l'incrocio di questi dati (annunci e clic) ad aver fornito il materiale per questa particolarissima statistica. Le escort, insomma, sono cercate più di parrucchieri e ristoranti, con una evidentissima flessione nel rispetto delle zone rosse e dei rapporti sanitariamente prudenti. Vecchia regola dell'economia: se aumenta la domanda aumenta anche l'offerta e il prezzo si abbassa. A marzo le escort attive segnavano un più 17 per cento, grazie a un più 28 per cento di ricerche online dei clienti.
Insomma, il caro vecchio copertone in fiamme che fungeva da faro per quanti navigavano in tempeste di testosterone, anche questo, pare sia andato definitivamente in archivio. Un solo avvertimento: occhio alle password su smartphone e portatili. Meglio il riconoscitore d'impronte se non si vuole correre il rischio di essere sgamati e affrontare l'ira funesta d'incolpevoli mogliettine.
P.S. I presunti dati statistici citati in questo articolo sono desunti anche da una sedicente analisi riportata da una organizzazione che studia dal buco della serratura i costumi degli italiani. Evidentemente traendone un qualche profitto. Anche i macro' dovranno rassegnarsi al digitale. Ovviamente, non potendo testimoniarne la scientificità, invitiamo i lettori ad un approccio ludico a tale statistica.
