Crisi post Covid, chiude un'altra attività di Corso Vittorio Emanuele

Cookie bar abbassa la saracinesca per mancanza di personale

crisi post covid chiude un altra attivita di corso vittorio emanuele
Avellino.  

La crisi post pandemia mette in ginocchio il settore del commercio. Ad Avellino lungo corso Vittorio Emanuele chiude un'altra attività, il Cookie bar. A due anni dalla sua inaugurazione, il titolare del locale è stato costretto a chiudere le saracinesche. Non sono solo la crisi dovuta al Covid, a questo si è aggiunto il reddito di cittadinanza che non ha per niente aiutato i commercianti, ha contribuito a rendere loro non una vita facile. Come il caso del Cookie che dopo aver lottato per le chiusure per il contenimento del Covid, ha trovato difficoltà a reperire personale.

«Abbiamo difficoltà a trovare personale qualificato o anche persone che hanno voglia di imparare il mestiere – dichiara Gianluca Ciotola, titolare del locale di corso Vittorio Emanuele – non è soltanto un problema di reddito di cittadinanza ma una vera e propria carenza di giovani pronti a fare sacrifici. Il lavoro del barista o del ristoratore è un mestiere che ti costringe ad orari pesanti, non è certo un lavoro d'ufficio, ma è sempre esistito e purtroppo constatiamo che è un settore che sta scomparendo. Oggi è molto complicato gestire un'attività commerciale, in più, il Governo ti aiuta ben poco».

Un problema che accomuna tanti commercianti, sempre più difficile trovare giovani e personale per lavori impegnativi e molti di loro sono costretti a chiudere i battenti. Come come ha fatto la pizzeria Gusto di via Tagliamento che ha spiegato ai suoi clienti di aver chiuso la saracinesca per non aver trovato personale adatto. Lungo corso Emanuele, invece, oltre Cookie ci sono tanti altri negozi che si trovano nella sua stessa situazione, con il rischio di chiusura. Una crisi senza precedenti.

«Sapevamo che dopo la pandemia la ripresa sarebbe stata difficile, ma mai avremmo immaginato di trovarci di fronte a una difficoltà di offerta di lavoro. Ci troviamo di fronte a un cambio generazionale, dove i ragazzi non fanno più sacrifici neppure per comprarsi il cellulare o per andare in vacanza, non vogliono più rendersi indipendenti economicamente e progettare un futuro, hanno perso qualsiasi ambizione».