Il pane costa di più. I consumatori: "Una mazzata". Savelli:"Aumento necessario"

Per il referente dei 270 panificatori irpini: rincaro inevitabile per aumenti di gas, luce e farina

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Avellino.  

Rincari di farina, gas e luce: panificatori allo stremo. Anche in Irpinia è arrivata la stangata sul costo del pane, con un aumento di oltre il 30 per cento da oggi sul costo di pane e preparati dei forni in molti punti vendita.  Tra i primi ad aggiornare il tariffario il referente Panificatori Irpini Confcommercio, Enrico Savelli che spiega come l’andamento degli aumenti in bolletta e dei costi dei prodotti primi, avvenuti in poco più di due mesi , abbiamo imposto un aumento, che non avveniva da, ormai, 15 anni. «Per noi i rincari di luce e gas rappresentano una mazzata incredibile. Noi panificatori viviamo di questo. Senza dimenticare l’aumento del prezzo delle farine, che oscilla da 40 a 90 euro al quintale, come quello degli imballaggi, che sono raddoppiati. Da oggi abbiamo iniziato e non è mancata qualche lamentela dei nostri clienti, ma è stata una scelta necessaria, altrimenti il 70 per cento dei quasi 300 panificatori in Irpinia avrebbe dovuto chiudere bottega».

Dal primo ottobre a livello nazionale in bolletta è spuntato, infatti, l’aumento del 29,8 per cento dei costi dell’energia e del 14 per cento del gas. “Per noi è stato un colpo durissimo. Un salasso se si pensa che i nostri laboratori e attività vivono di questo. Senza contare che da 15 anni non c’era mai stato un aumento del costo del pane». Conti alla mano, secondo Savelli che da oggi ha aggiornato il tariffario di molti prodotti nel suo punto vendita come i colleghi, una bolletta dell’energia elettrica arriverà a costare anche 2400 per un panificatore, alla luce degli aumenti e a fronte dei circa 1800 saldati ad oggi. Stessa valutazione per il gas che da 1200 euro mensili può costare fino a 1600 euro mensili.

“Costi insostenibili. Senza dimenticare la semola che ha raddoppiato il suo costo. Da 40 centesimi al chilo, ora, tra agosto e settembre, è schizzata a 90 euro. Tutto sta avvenendo rapidamente in poche settimane”.

Insomma, nonostante proprio quella dei panificatori sia stata una categoria che non ha subito battute d’arresto con la pandemia, ora è nei fatti obbligata ad aumentare il costo del prodotto. “Se non aumentiamo i prezzi rischiamo di chiudere tutti bottega. Ma dobbiamo confrontarci nuovamente. Ci siamo aggiornati al prossimo mese, quando torneremo a riunirci per ragionare su possibili nuovi aumenti, visto l’impennata dei costi di molti servizi, prodotti e beni necessari per la sopravvivenza delle nostre attività”. Dopo quella di giovedì dunque è attesa una nuova riunione dei 270 panificatori irpini in Confcommercio per i primi giorni di novembre.