Caso Acs. Festa: Serve un'operazione verità. Basta appelli alla responsabilità

Ma il numero uno dell'Alto Calore Ciarcia è ottimista: conti in ripresa, possiamo evitare fallimento

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Il numero uno dell'ente idrico si appella ai sindaci e ottiene fiducia e consenso. Giuditta, sindaco di Summonte: il fallimento ricadrebbe sui comuni, meglio evitarlo. Ma serve una svolta nella gestione

Avellino.  

La richiesta di fallimento da parte della Procura della Repubblica al centro dell’assemblea dell’Alto Calore di oggi ad Avellino. L’amministratore unico dell'ente idrico, Michelangelo Ciarcia, è ottimista, invoca e incassa l’appoggio della maggioranza dei sindaci, e assicura: “faremo opposizione, i conti sono migliorati, possiamo evitare il fallimento”. Ma i sindaci sono preoccupati. Se Angelo Cobino, primo cittadino di Grottaminarda, e Pasquale Giuditta, primo cittadino di Summonte, si fanno portavoce della richiesta di una svolta nella gestione, la fascia tricolore del comune capoluogo, Gianluca Festa aspetta la Procura per avere un quadro chiaro sulla salute finanziaria dell’ente e invoca nel suo intervento una “operazione verità”. In sala, al De La Ville, riuniti oltre 70 sindaci dei 123 complessivi che fanno parte dell’ente, per seguire la relazione di Ciarcia di 31 pagine in tutto. Il numero uno si è appellato al senso di “responsabilità di tutti, per fare fronte unico in procura e salvare l’ente.” Dal canto suo Festa, socio di maggioranza con la quota del 10,2%, non ci sta e dice: "aspetto la Procura: Voglio sapere per la mia comunità come stanno le cose. C’è la reale ipotesi di un fallimento o possiamo stare tranquilli? Non basterà la solidarietà dei sindaci, il fare fronte unico in Procura per salvare l’Alto Calore, il problema è di natura tecnica non  politico. Questo continuo appello al senso di responsabilità mi ha stancato. Io ho sollevato la questione assunzioni, e non ho paura di dirlo - dice Festa-. Non servono altri segretari, ma servono operai e letturisti dei contatori, forze lavoro di chi si sporca le mani. Prendere figli di dipendenti è giusto, va bene, ma il resto non funziona. Fatti, nomi e circostanze sono noti - rimarca Festa - i finti moralisti non li digerisco. Ho ascoltato un’ora non dico di fuffa ma quasi. Si tratta di temi e argomentazioni che, ormai, ascolto da tre anni. Per questo motivo io non ho votato il bilancio. I revisori dei conti ci hanno proposto dei bilanci, sta lì la verità, e su quella base abbiamo dato fiducia. Pozzoli propone ai comuni di ricapitalizzare 50 milioni, ma non è possibile. Cosa è cambiato? I crediti sono certi ed esigibili? Questo chiede la Procura, non certo il giudizio politico. Nessuno tifa per il fallimento, sia chiaro». L’assemblea è stata aperta con la relazione di Ciarcia poi sono seguiti molti interventi di sindaci. Intanto il prossimo 19 ottobre  i vertici dell’ente di Corso Europa, saranno chiamati a fornire la propria versione dei fatti. Presso gli uffici giudiziari, ad ogni modo, Ciarcia ed il managment dell’Alto Calore saliranno forti dell’ampio sostegno dei soci. Tra i sostenitori di Ciarcia, il sindaco di Cervinia Caterina Lengua. “Non si può non apprezzare lo sforzo coraggioso di questo presidente. E’ naturale che ognuno di noi, come amministratore, sia preoccupato dalla richiesta di fallimento, ma questo è il tempo della responsabilità: diamo compatti fiducia a Ciarcia”. Dal canto suo Ciarcia è ottimista e parla di conti in ripresa negli ultimi 22 mesi. “I dati sono in netto miglioramento, abbiamo raggiunto l’equilibrio economico finanziario, ce la possiamo ancora fare”.