In 3000 per la prima celebrazione di Melillo al Palasport

Servizio d'ordine impeccabile diretto dal Vice Questore Salerno. Gambacorta: "Se già uno di noi"

"Chiesa di Ariano Irpino Lacedonia, non ti porto vuoti programmi, è lungo per te il cammino, ma io sono qui per camminare con te in mezzo e dietro al gregge, capace di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre."

Ariano Irpino.  

Tutto come da cerimoniale, senza alcun intoppo grazie ad un servizio d’ordine impeccabile organizzato alla perfezione nei minimi dettagli dal Vice Questore del Commissariato di Polizia di Ariano Irpino Maria Felicia Salerno in sinergia con le altre forze dell'ordine capitano dei carabinieri Andrea Davini, comandante della polizia municipale Mario Cirillo, Protezione Civile sotto il  coordinamento del consigliere comunale Daniele Tiso, Associazioni di Volontariato, Comune e Curia Episcopale. Nulla è stato lasciato al caso. Monsignor Sergio Melillo, nuovo Vescovo della Diocesi di Ariano Irpino Lacedonia arriva puntuale al Casello Autostradale di Grottaminarda. E’ la prima tappa del suo cammino pastorale in terra ufitana. Nella Chiesa di Santa Maria Maggiore è don Carmine Santoro ad accoglierlo con grande calore insieme a tutta la comunità sindaco in testa.

E’ Pontelosbergo la seconda tappa del cerimoniale, alle porte di Ariano, nel territorio a confine con Grottaminarda e Melito Irpino. Ci sono i due sindaci con la fascia tricolore, Domenico Gambacorta e Michele Spinazzola insieme alle forze dell’ordine. Un forte acquazzone impedisce al nuovo Vescovo di fare una sosta prolungata.  La terza tappa è squisitamente privata nel Santuario dedicato alla Vergine di Valleluogo.

Alle 18,00 nella Basilica Cattedrale, il rito della presa di possesso, dopo l’abbraccio commovente tra Melillo e Monsignor Antonio Blundo, colui che con grande zelo ha ricoperto l’incarico di amministratore diocesano, in tutto il periodo di sede vacante.

Al termine dell’insediamento canonico, al Palasport di Cardito nel Piano di Zona, gremito fino all’inverosimile, la solenne celebrazione eucaristica, la prima nelle vesti di pastore arianese per Monsignor Melillo, affiancato da altri tre Vescovi, Marino, Pascarella e D’Alise, rispettivamente da Avellino, Pozzuoli e Caserta, dal Vicario Blundo e da tutto il clero sacerdotale giunto anche dalla città capoluogo. Presenti i sindaci dei 24 Comuni della Diocesi Ariano Irpino Lacedonia, con i rispettivi Gonfaloni. Una scelta azzeccata, sotto il profilo dell’ordine e la sicurezza pubblica, considerato anche l’inclemenza del tempo. Un’organizzazione così perfetta ad Ariano in occasioni di eventi del genere, che richiamano migliaia di persone non si era mai vista.

Un momento di grande gioia per tutti, scandito dalle parole del sindaco Domenico Gambacorta: “Ariano e i comuni della diocesi, sono fieri di averla come concittadino, come uomo della chiesa chiamata a tante responsabilità. Il suo desiderio, il suo annuncio di voler condividere questo compito, questo impegno con la nostra comunità, con uomini e donne, giovani e anziani, soprattutto con gli ultimi è il segno evidente del suo tratto semplice e umile, unito alla consapevolezza di quanto la guida e la formazione cristiana, siano necessarie per affrontare meglio ogni intemperie. Grazie di essere qui con noi da oggi, grazie per il suo desiderio di volersi sentire uno di noi, io le dico a nome della città che ho l’onore di guidare, che lei è già uno di noi.” E Monsignor Melillo, accolto tra gli applausi e da un calore davvero indescrivibile, risponde così: “La grazia e l’amore di Cristo, nostro Signore, siano sempre in nostro favore ed aiuto. Con emozione e gratitudine mi accosto ad ognuno di voi, quale ambasciatore di Cristo misericordioso. Rallegriamoci, depongo sull’altare del Signore, tutte le nostre attese, quelle degli ammalati, delle famiglie, dei giovani, anziani, delle persone sole. Vi sono vicino, fioriremo insieme. Chiesa di Ariano Irpino Lacedonia, non ti porto vuoti programmi, è lungo per te il cammino, ma io sono qui per camminare con te in mezzo e dietro al gregge, capace di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela, attento a rialzare, rassicurare e ad infondere speranza.”

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Gianni Vigoroso