Lettera aperta: "Ministro, la nostra Valle sta crollando. Non ci lasci soli"

L'appello accorato di Valentina, una giovane della Valle Caudina

lettera aperta ministro la nostra valle sta crollando non ci lasci soli

Riceviamo e pubblichiamo

Avellino.  

"Egregio Ministro Matteo Piantedosi, le scrivo da quella terra che Lei conosce bene, quella Valle Caudina che condivide con noi profumi, tradizioni e, purtroppo, oggi, un profondo senso di abbandono. Non Le scrivo per chiederle conto di deleghe che non Le appartengono, né per puntare il dito contro la classe dirigente locale. Le scrivo da cittadina, e soprattutto da giovane che ha fatto una scelta difficile: quella di restare.

Mentre molti miei coetanei preparavano le valigie per cercare fortuna altrove, io ho deciso di investire qui, di scommettere sul mio futuro tra queste montagne. Ma oggi, Ministro, mi sento smarrita".

Dalla Valle Caudina, a scriverci è Valentina, una giovanissima. Il sui disperato appello è rivolto al ministro dell'interno Matteo Piantedosi. "Sento l'esigenza di dare voce a un disagio che non riguarda solo me, ma un'intera generazione di giovani che ha deciso di restare in Valle Caudina".

"Le nostre strade, quelle che dovrebbero collegarci al futuro, sono ferite aperte. Penso alla scorrimento veloce, un’arteria vitale ridotta per troppo tempo a una sola carreggiata regolata da semafori, per poi essere chiusa perché pericolante. Vedere l'inerzia che mangia l'asfalto, mentre nessuno muove un dito, fa male al cuore. Ogni chilometro di strada chiusa è un pezzo di futuro che ci viene tolto, è un ostacolo in più per chi vuole fare impresa, per chi deve studiare, per chi vuole semplicemente vivere.

Ministro, noi giovani della Valle Caudina non chiediamo privilegi, chiediamo parità. Non vogliamo sentirci cittadini di serie B solo perché siamo nati lontano dai grandi centri del Nord. Vogliamo le stesse opportunità, la stessa sicurezza nelle infrastrutture, la stessa dignità.

Lei che porta nel Suo percorso l’orgoglio di queste zone, volga lo sguardo verso casa. Abbiamo bisogno che lo Stato si ricordi che la spina dorsale dell’Italia passa anche da qui.

Non ci lasci soli nel nostro coraggio di restare. Ci aiuti a non doverci pentire di aver amato troppo la nostra terra. Con speranza e determinazione, Valentina, una giovane della Valle Caudina". La lettera termina così.