Ddl Cirillà, disegno di legge per il riconoscimento delle unioni civili alle coppie omosessuali. Rivoluzione? Ennesimo buco nell’acqua? Abbiamo cercato di capirne di più approfondendo la situazione del nostro capoluogo.
“Il problema è culturale: fino a quando si continueranno ad usare etichette, come formazione sociale specifica, siamo lontani dal riconoscimento dei diritti che riguardano famiglie omosessuali”, spiega Donata Ferrante Martini, referente irpina di I ken, “Io chiamo la mia compagna la mia famiglia. Per quanto riguarda il disegno di legge, credo che non si smuoverà nulla”.
La Stepchild Adoction, appartenente al decreto legge Cirillà, pone fine a una situazione incresciosa: In Italia, in una coppia omosessuale, si riconosce podestà genitoriale al solo genitore biologico del bambino, a discapito del compagno. Queste legge permette a uno dei membri della coppia di adottare il figlio del partner, senza consentire, però, di realizzare adozioni che coinvolgano bambini non legati biologicamente a uno dei due membri della coppia, come accade nelle famiglie etero.
“A una legge non giusta, preferisco l’assenza di legge”, Conferma Donata, “E’ essenziale tutelare in primo luogo i bambini, e poi, la nostra dignità”. (Continua su Ottopagine New. Scaricala gratis per Android e Apple)
Andrea Fantucchio
