"Non ci fermeremo, amore mio. Finchè vivo voglio giustizia". Così Giuseppe Cutillo, il padre di Mariantonietta la sedicenne di Montefalcione morta tre anni fa folgorata sui social. Il prossimo 2 maggio saranno tre anni senza Mariantonietta. Dolore che si aggiunge al dolore anno dopo anno, giorno dopo giorno, per Giuseppe e Rosa Cutillo, i genitori, ancora giovani, della ragazzina di Montefalcione folgorata nella vasca da bagno di casa, in via Stazione, da una scarica del caricabatterie del telefonino. Entrambi chiedono giustizia per la loro piccola.
Non trascorre giorno, da quell'evento nefasto che ha stravolto la sua vita e spezzato quella della figlia adolescente, che Giuseppe non posti sulla sua pagina Facebook foto di Mariantonietta da quando aveva pochi mesi a quando il tempo si è fermato per sempre, quel giorno maledetto di tre anni fa. «Noi non ci fermeremo comunque – spiega Giuseppe-. Sarà l'ultima cosa che faremo per lei, per il nostro amore».
A tre anni dalla scomparsa della sedicenne di Avellino, rimasta folgorata nella vasca da bagno, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sei imputati. Ha puntato i riflettori sulla filiera commerciale del dispositivo difettoso. L’udienza preliminare, fissata per il 18 giugno 2026, vede coinvolte sei persone:tre importatori cinesi e due imprenditori italiani devono rispondere di omicidio colposo in cooperazione per aver immesso sul mercato prodotti con marchi di sicurezza ingannevoli.
