Oggi, 26 marzo, presso le Scuole Centrali Antincendi di Roma Capannelle, si è svolta la cerimonia di giuramento solenne di 790 nuovi Vigili del Fuoco del 101° corso, che hanno portato a termine un percorso formativo della durata di nove mesi, trasformando un’aspirazione in una concreta scelta di vita. Tra i neo Vigili del Fuoco figurano anche venti irpini, protagonisti di una giornata che resterà indelebile nei loro ricordi. Una cerimonia solenne, ma al tempo stesso profondamente umana: dietro ogni uniforme si celano sacrifici, attese, rinunce e una determinazione silenziosa che oggi si traduce in un impegno ufficiale — servire il Paese, intervenire dove necessario, esserci sempre. Da questo momento, per loro, inizia la fase operativa: non più solo addestramento, ma responsabilità reali, decisioni rapide e presenza costante sul territorio. Quella del Vigile del Fuoco è una professione che non si racconta soltanto con le parole, ma si esprime ogni giorno attraverso l’azione, spesso lontano dai riflettori.
Il ruolo degli irpini
La componente irpina si conferma, ancora una volta, solida e significativa all’interno del Corpo Nazionale, portando con sé i valori di un territorio abituato a resistere, a lavorare con discrezione e a non tirarsi mai indietro. Di seguito i nominativi dei Vigili del Fuoco irpini protagonisti di questa importante giornata:
• Gianluca Ambrosone
• Lorenzo Patrone
• Fiorentino Petroziello
• Patrizio Picariello
• Pellegrino Repole
• Domenico Valentino Rozzi
• Pietro Vitillo
• Matteo Casale
• Stefano Manciagli
• Giuseppe Del Gaudio
• Giovanni Lepore
• Alessandro Pasqualicchio
• Pasquale Pallante
• Carmine Garofalo
• Francesco Iannaccone
• Giovanni Bellizzi
• Michele Colantuono
• Domenico Montuori
• Gerardo Petrillo
• Livio Ceccato
Simbolo di responsabilità
Un elenco di nomi che oggi assume un significato più profondo: quello di una squadra, di una responsabilità condivisa, di un presidio di sicurezza al servizio del Paese. Per l’Irpinia non si tratta soltanto di un numero, ma di un segnale concreto: venti uomini pronti a mettersi in gioco ogni giorno, portando con sé valori che non si insegnano, ma si costruiscono nel tempo.
