Rinascere in carcere: "La speranza apre un varco, si può sempre ricominciare"

Le storie di Maria, Rosa, Barbar, Svetlana e tutte le altre nel carcere di Avellino

Avellino.  

Storie di riscatto e rinascita dalla sezione femminile di media sicurezza del carcere di Bellizzi Irpino ad Avellino. Progetti di recupero, attività, spazi di socialità, iniziative e nuovi obiettivi per una vita migliore oltre le sbarre, diventano il racconto di un percorso di rinascita.

Il progetto

Nella sezione c'è una biblioteca, una salone per estetica e coiffeur, una palestra per il benessere del corpo e una sala dedicata alla sartoria, dove cinque detenute stanno imparando un mestiere, Mara e Adriana, come anche Svetlana sognano una sfilata fuori da carcere, in cui quei vestiti possano essere indossati nel segno della consapevolezza e della libertà.

Una vita fuori e diversa è il sogno di tante detenute, che abbiamo conosciuto in occasione del pranzo offerto dai Lions Club di Pompei, con il garante dei detenuti Samuele Ciambriello. “Credo che per tutte noi possa e debba esserci una seconda possibilità spiega Svetlana -. Sto pagando il mio conto, il mio debito con la giustizia. Sogno di riabbracciare fuori i miei figli e vivere una vita nuova. Non si nasce delinquenti, molto spesso lo ci si diventa per contesto, percorso e bisogno. Non voglio giustificarmi, ma vorrei che noi detenute, carcerati, non diventiamo sempre più gli ultimi dimenticati, ignorati, invisibili. Imparare un mestiere per noi significa questo: ragionare sul domani, sul fuori, sul nuovamente possibile” .

La storia di Barbara

E poi c'è Barbara la detenuta più giovane ha 21 anni e ha imparato la lezione: voglio dire a tutte le mie coetanee e coetanei di non fare i miei sbagli di rispettare la legge. Sogno ogni notte il momento in cui uscirò. Sto imparando a suonare uno strumento: il flauto traverso, sto lavorando per diventare migliore e spero che nella mia nuova vita fuori, tra pochi mesi, di riavvicinarmi alla mia famiglia, che ho fatto tanto soffrire.”.