Essendo un fatto acquisito il ruolo protettore dei vegetali, in modo particolare degli agrumi, restava da scoprire la natura del principio attivo. La sua ricerca è un nuovo capitolo della storia dello scorbuto che rientra in quella delle vitamine, il cui nome è stato forgiato da Casimir Funk (1884-1967), che attribuiva alla rinfusa lo scorbuto, la pellagra, il rachitismo e il beri-beri al deficit di un fattore alimentare.
Nel 1906 il biochimico inglese Frederick G. Hopkins, premio Nobel della medicina nel 1929, condiviso con Christiaan Eijkman, postula che lo scorbuto è la conseguenza di una carenza di “fattori alimentari ausiliari” contenuti in quantità infime negli alimenti. Parallelamente dei medici norvegesi, Axel Holst e Theodor Frolich, avevano tentato di realizzare, invano, uno scorbuto sperimentale privando dei ratti e dei colombi di verdura fresca.
Essi ignoravano evidentemente il fatto che questi animali avevano la capacità di sintetizzare il fattore in questione, contrariamente alla specie umana. Nel 1918 il chimico inglese Arthur Harden (1865-1940) evidenzia la presenza di acido ascorbico nel succo di limone. Nel 1927 il fisiologo ungherese Albert Szent-Gyorgyl estrae dai surreni di roditori l’acido exuronico la cui caratteristiche sono identiche a quelle dell’acido ascorbico, e del quale egli dimostra il potere anti-scorbuto nel ratto.
In coincidenza, nello stesso periodo, la paprica, spezia nazionale ungherese, si rivela essere una sorgente straordinaria di acido ascorbico, la cui formula definitiva è pubblicata nel 1933. La sua sintesi è presto realizzata dai collaboratori di Walter Norman Haworth, premio Nobel per chimica nel 1937.
La vitamina C diventa in breve tempo una vedette dell’industria farmaceutica. Linus Carl Pauling, premio Nobel per la chimica nel 1954, e ancora premio Nobel per la pace nel 1962, pensò erroneamente che mega-dosi di vitamina C potessero prevenire e curare tutte le malattie. La vitamina C divenne pertanto per decenni il rimedio delle famiglie. Come i pipistrelli ed alcune scimmie, l’uomo è incapace di sintetizzare la vitamina C a causa della mancanza di L-gulonolattone ossidasi che assicura la trasformazione di gulononato derivato dal glucosio in acido ascorbico. La vitamina C è il precursore dell’enzima responsabile dell’idrossilazione del collagene, indispensabile alla formazione delle fibre costitutive del tessuto congiuntivo, elemento fondamentale della struttura dei vasi sanguigni, del tessuto osteoide e della dentina.
La vitamina C ha un ruolo importante nella sintesi degli ormoni e dei neurotrasmettitori. La vitamina C è ugualmente un potente anti-ossidante, e partecipa alla difesa contro i radicali liberi. Essa contribuisce alla crescita e allo sviluppo dell’organismo favorendo la sintesi dei proteoglicani. L’industria agroalimentare ne fa uso come conservatore (E300, E301, E302) per la conservazione delle bevande e per l’allevamento degli animali. La scoperta e la produzione in massa della vitamina C non è stata sufficiente ad eradicare lo scorbuto nelle nostre latitudini. Certo esso non si presenta più sotto il suo aspetto storico e non ha più una diffusione di tipo epidemico.
Negli Stati Uniti, paese di eccessi alimentari, la prevalenza del deficit di vitamina C sarebbe del 13%, con il maggior rischio tra i fumatori e le persone in fragilità socio-economica. Si tratta di un dato dell’inchiesta “National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES)” del 2003-2004. Gli anziani isolati, dipendenti o istituzionalizzati, i bambini in situazione di precarietà familiare, i soggetti denutriti per un qualsiasi motivo, la malnutrizione, i disturbi del comportamento alimentare, sono tante situazioni a rischio da non sottovalutare.
Le referenze nutrizionali per la popolazione e il bisogno nutrizionale medio, sono rispettivamente di 100 e 90 mg/j, ma un apporto di almeno 10 mg/j sembra sufficiente per prevenire lo scorbuto. Si moltiplicano le osservazioni, in particolare nel neonato quando una interruzione troppo precoce dell’allattamento materno viene sostituita da latte liofilizzato sprovvisto di vitamina C. Pertanto lo scorbuto non deve essere la malattia dimenticata dalla medicina.
