Da medico in pensione a paziente del Moscati racconta la sua storia e l'oroglio di aver fatto parte di una squadra forte, preparata e pronta a curare. All’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, un medico in pensione si è ritrovato ricoverato nel reparto di Medicina Generale dove aveva esercitato la professione per una vita intera. L’uomo aveva lasciato il lavoro quattro anni prima e, da paziente, ha vissuto un momento di grave fragilità fisica sotto le cure dell’équipe del reparto. Dopo la dimissione, ha scritto una lettera di ringraziamento, firmata ma diffusa in forma anonima, indirizzata al primario, ai medici e ai sanitari che lo hanno assistito.
La gratitudine
“Quando quattro anni fa ho appeso il camice al chiodo, pensavo che il mio legame con la Medicina Interna si fosse concluso.” Così inizia la lettera dell’ex medico, che racconta di non aver mai immaginato di poter tornare in quelle corsie “spogliato di ogni difesa, fragile, su quel letto di ospedale dove per una vita intera ho curato gli altri”.
L'ex camice bianco
L’ex camice bianco ringrazia il collega attualmente alla guida del reparto per “la guida ferma” e “la straordinaria prontezza clinica”, rivolgendosi poi a tutto il personale per “la vostra eccellenza assoluta” e per averlo protetto “come una vera famiglia quando la mia vita è rimasta appesa a un filo”. Racconta di aver visto i suoi successori muoversi con competenza e umanità, un’esperienza che, scrive, gli ha restituito insieme l’orgoglio di essere stato medico e la vita di uomo.
Alla lettera l’autore ha unito un dono: un terrario, una composizione vegetale racchiusa in un contenitore di vetro che si autosostiene senza bisogno di cure quotidiane. Lo ha lasciato al reparto insieme ai fogli firmati. “L’ho scelto perché possiede la forza della continuità, proprio come la vita che mi avete restituito e che continuerà a germogliare anche grazie a voi”. Il messaggio si chiude con poche parole: “Con infinita gratitudine e immenso affetto”.
