La prevalenza dell’obesità e del sovrappeso nei bambini è in rapido aumento tanto nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. In questi ultimi esiste una transizione nutrizionale che si può tradurre con la concomitanza della carenza di nutrizione con l’obesità. Queste situazioni sono allo stato considerate come epidemiche e gravano fortemente sul bilancio della salute in tutto il mondo.
Questo fenomeno rappresenta un problema allarmante dato che annuncia, alle soglie dell’età adulta, il diabete di tipo 2, la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari, l’ipertensione arteriosa, e alcuni tipi di cancri, senza contare l’impatto psico-sociale. Queste complicazioni sottolineano l’interesse di una messa in opera urgente di un dispositivo preventivo fin dall’infanzia. L’obesità infantile si presenta come una malattia costituzionale che si esprime in un contesto particolare dove l’accessibilità ad un nutrimento di forte densità energetica è agevole, gli spostamenti sempre più motorizzati, e il divertimento nel tempo libero sempre più di tipo sedentario.
Questi due quadri, ambiente e genetica, definiscono i fattori di rischio dello sviluppo dell’obesità nell’infanzia. I soli fattori di rischio modificabili, associati all’obesità e che alterano il bilancio energetico, sono la sedentarietà e il comportamento alimentare, sui quali deve essere centrata l‘osservazione.
A questo proposito è stato realizzato uno studio nel 2025 nel Centro Ospedaliero Universitario di Annaba, città dell’est dell’Algeria, studio portato a nostra conoscenza data la comune e ultra ventennale appartenenza alla “Société Francophone du Diabète” (SFD).
L’inchiesta è stata realizzata su 3496 scolari di Annaba. Il giorno dell’inchiesta: raccolta dei dati da parte dei genitori (abitudini alimentari, attività fisica, sedentarietà del bambino e corpulenza dei genitori con il loro livello di istruzione e della situazione socio-economica) e ancora le misure antropometriche.
Risultati: la prevalenza del sovrappeso e dell’obesità è del 18.1%. La prevalenza, secondo il sesso e lo scaglione d’età non ha rivelato differenze significative. Sui 632 scolari, con un indice di massa corporeo (BMI) elevato, 14 presentavano un’obesità patologica. L’obesità androide è stata notata nel 25,8% dei casi con un rischio metabolico stimato del 12,2%. L’obesità dei genitori e dei nonni era significativamente associata all’obesità infantile.
Una relazione significativa è notata tra il livello elevato di istruzione, la categoria socio-professionale favorevole della madre e l’obesità del bambino. I primi e gli ultimi figli sono i più esposti al rischio di obesità. Una relazione significativa è stata evidenziata tra il molto tempo passato difronte uno schermo e l’obesità. Si tratta di un’epidemia vera e propria.
