Futuro di ACS: revoca della liquidazione per salvare società e posti di lavoro

Il Comune sceglie il rilancio: piano per salvare società e occupazione. Confronto con i sindacati

futuro di acs revoca della liquidazione per salvare societa e posti di lavoro
Avellino.  

L'amministrazione comunale di Avellino ritiene doveroso ricostruire con chiarezza il percorso avviato per il futuro della società partecipata del Comune “Avellino Città Servizi”.

La società si trova attualmente in stato di liquidazione, una condizione determinata dalla mancata approvazione dei bilanci degli anni precedenti e dalla conseguente erosione del patrimonio sociale. Dopo il proprio insediamento, l'Amministrazione ha provveduto all'approvazione dei bilanci 2023, 2024 e 2025, facendo emergere con trasparenza la reale situazione economico-patrimoniale della società.

Oggi esistono soltanto due strade possibili: lasciare proseguire la liquidazione oppure revocarla. L'Amministrazione ha scelto con convinzione la seconda opzione, perché intende salvaguardare ACS e i suoi lavoratori. Tuttavia, la revoca non può essere un atto meramente formale: la normativa impone di dimostrare, anche nei confronti della Corte dei Conti, che la società abbia un piano industriale sostenibile e che i servizi affidati risultino economicamente convenienti rispetto all'eventuale ricorso al mercato.

È proprio questo il nodo della questione.

I 22 dipendenti di ACS applicano oggi il contratto collettivo Confcommercio, pur svolgendo prevalentemente attività di guardiania e di ausiliari del traffico. Si tratta di un contratto particolarmente oneroso che rende estremamente difficile dimostrare la convenienza economica dei servizi che il Comune intende affidare alla società.

Per questo motivo, durante il confronto con i sindacati è stata illustrata una proposta finalizzata esclusivamente alla tutela occupazionale e salariale. Per i dieci lavoratori che matureranno i requisiti 

pensionistici nei prossimi tre anni, l'ipotesi prevede un accompagnamento alla pensione attraverso un incentivo all'esodo, con la NASpI integrata da un contributo comunale tale da garantire l'attuale livello retributivo e contributivo. Per gli altri dodici lavoratori è stata proposta l'applicazione di un contratto coerente con le mansioni effettivamente svolte, compensando la differenza economica mediante un superminimo o altra forma retributiva che consenta ai dipendenti di non perdere neppure un euro di stipendio, permettendo al contempo alla società di raggiungere un equilibrio economico.

L’Amministrazione non sta imponendo penalizzazioni ai lavoratori, ma sta cercando una soluzione che consenta di salvare la società, evitare la liquidazione definitiva e preservare tutti i posti di lavoro nel rispetto della legge e della sostenibilità finanziaria.

L’alternativa sarebbe ben diversa: senza un piano industriale credibile e senza la dimostrazione della convenienza economica, la revoca dello stato di liquidazione non sarebbe legittimamente praticabile e il percorso liquidatorio proseguirebbe con conseguenze ben più gravi per i lavoratori.

Le trattative proseguiranno al tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali. Come previsto fin dall’inizio, il Sindaco parteciperà al confronto conclusivo, una volta definita una proposta condivisa.

L’obiettivo dell’Amministrazione resta uno solo: salvare ACS, tutelare i lavoratori e costruire una società finalmente solida e sostenibile, evitando che si ripetano le criticità che negli ultimi anni hanno reso inefficaci le precedenti ricapitalizzazioni.