Patriciello: "Camorra e politica, i veri responsabili del disastro ambientale"

"E’ una battaglia che bisogna portare avanti ovunque: gli interessi economici sono tanti"

patriciello camorra e politica i veri responsabili del disastro ambientale

Da convegno a Lioni: “Irpinia: da ambiente di vita a ambiente di rischio”

Lioni.  

“Il nostro intento è quello di sensibilizzare la popolazione dell’Alta Irpinia. Far capire che lo scenario è cambiato. Quello che non continuiamo a vivere, come la verde Irpinia, le acque meravigliose dei nostri fiumi, dell’Ofanto, possono essere portatori di rischi per la nostra salute. Questo è importante che la gente sappia”.

E’ un messaggio forte e incisivo quello che parte da Lioni, nelle parole di Valeria Vaiano, attrice e membro del comitato “Vogliamo respirare, no veleni in Alta Irpinia”.

Un convegno tecnico, scientifico di grosso spessore alla presenza di massimi esperti, quello organizzato la Multisala cinema Lioni: dal tema: “Irpinia: da ambiente di vita a ambiente di rischio”.

In collegamento il vice presidente della VI sezione del consiglio superiore della sanità Antonio Giordano. Presenti  l’oncologo, tossicologo Antonio Marfella, il vice presidente medicina democratica Paolo Fiero, il presidente Isde medici per l’ambiente sezione di Avellino Franco Mazza, l’uroandrologo Luigi Montano e il docente di diritto pubblico dell'economia, diritto dell'ambiente e biodiritto Carlo Iannello.

Dalla terra dei fuochi alle insidie dell’Alta Irpinia, preziosa la presenza del prete anticamorra, sotto scorta Padre Maurizio Patriciello.

“L’uomo ha bisogno del creato per poter restare sereni. Bisogna combattere questa battaglia contro tutti i delinquenti che lo vogliono affossare ed avvelenare in qualsiasi modo. E in questo c’è tutto un sistema, a cominciare da quello camorristico e della politica che purtroppo non ha avuto sempre a cuore l’ambiente e il benessere della persona umana.

Quando si parla di ambiente, si parla di persone umane. Abbiamo cominciato questa battaglia 15 anni fa, perché ci siamo resi conto che nella nostra zona, la terra dei fuochi, al di là dei fetori che eravamo costretti a respirare vi era una mortalità anomala infantile, giovanile. E’ una battaglia che oggi bisogna continuare in ogni luogo, perché gli interessi economici sono tanti. C’è negligenza anche dal punto di vista politica”.