Scontro Ato rifiuti e Provincia e Irpiniambiente: duro intervento del sindacato

"E' ora di smettere di giocare sulla pelle dei lavoratori"

scontro ato rifiuti e provincia e irpiniambiente duro intervento del sindacato

Alla luce della drammatica carenza di liquidità in cui versa la società e del clima di esasperazione che si respira nei cantieri, la Fit-Cisl e la Ugl Participated chiedono formalmente l’immediato intervento del Prefetto di Avellino....

Avellino.  

La Fit-Cisl e la Ugl Participated, attraverso i rispettivi segretari Francesco Codella e Nunzio Marotta, intervengono con fermezza e senza sconti sulla complessa vicenda che vede contrapposti l’Ato rifiuti di Avellino, la Provincia e la società Irpiniambiente, ribadendo una posizione chiara e intransigente: è ora di smettere di giocare sulla pelle dei lavoratori.

Mentre le istituzioni si rincorrono tra assemblee, contestazioni sui piani economico-finanziari (Pef) e ricorsi della società al Tar e al presidente della repubblica, la realtà operativa dell'azienda descrive un quadro economico ormai al punto di rottura.

I comuni dell'ambito territorialmente competente hanno accumulato nei confronti di Irpiniambiente ulteriori 10 milioni di euro di debito in soli 10 mesi, a causa di riduzioni unilaterali e ritardi nei pagamenti; una cifra enorme che va a sommarsi alla già pesante ed ennesima massa creditoria accumulata negli anni precedenti.

Sostegno al sollecito del presidente della Provincia ai sindaci

In questo contesto di grave emergenza finanziaria, le organizzazioni sindacali intendono rimarcare e valorizzare la presa di posizione del presidente della Provincia di Avellino, il quale ha formalmente sollecitato tutti i sindaci del territorio ad adempiere con urgenza ai propri doveri contabili nei confronti della società. Accogliamo con favore questo fermo richiamo istituzionale e ci auguriamo con forza che il sollecito del presidente venga prontamente raccolto e accolto da tutti i Primi Cittadini. Sanare le pendenze economiche non è solo un atto di correttezza amministrativa, ma un preciso dovere morale e civile per consentire l'erogazione del servizio e tutelare i lavoratori.

"Se Irpiniambiente fosse stata una società privata - dichiarano congiuntamente Francesco Codella (Fit-Cisl) e Nunzio Marotta (Ugl Participated) - al primo mese di mancato incasso avrebbe fermato i camion e sospeso la raccolta. Invece i lavoratori continuano a garantire ogni giorno, con massimo senso di responsabilità e diligenza, un servizio essenziale per l'intera comunità irpina".

I dipendenti operano quotidianamente affrontando condizioni climatiche ed esterne sempre più gravose - dal caldo afoso estivo alle piogge battenti invernali - in un contesto economico e sociale già fortemente penalizzato dal caro-carburante, dai blocchi dei trasporti e dai continui aumenti dei beni alimentari di prima necessità. A fronte di questo straordinario impegno, gli operatori si vedono negati persino i diritti basilari, come il mancato versamento dei buoni pasto (ticket), e vivono nell'angoscia costante per il proprio futuro occupazionale.

La richiesta di convocazione urgente in Prefettura

Alla luce della drammatica carenza di liquidità in cui versa la società e del clima di esasperazione che si respira nei cantieri, la Fit-Cisl e la Ugl Participated chiedono formalmente l’immediato intervento del Prefetto di Avellino.

È indispensabile l'apertura di un tavolo istituzionale d'urgenza in Prefettura per:

Scongiurare l'insorgere di imminenti e gravi disservizi nella raccolta dei rifiuti sull'intero territorio provinciale.

Coordinare un piano straordinario di rientro dei crediti vantati nei confronti dei Comuni morosi, supportando e dando seguito all'appello del Presidente della Provincia.

Garantire la puntuale erogazione delle spettanze e di tutti gli istituti contrattuali sospesi ai lavoratori.

Ottenere risposte chiare e definitive dalla politica sul piano di subentro e sul destino lavorativo di tutte le maestranze.

Le sigle sindacali stanno già provvedendo ad informare capillarmente tutti i lavoratori del bacino: senza garanzie immediate e risposte concrete, le azioni di protesta e mobilitazione nei confronti dei Comuni morosi e dell'Ato saranno inevitabili.