Ventiquattro milioni di euro destinati ad un'opera che doveva impegnare undici filovie e attraversare oltre dieci chilometri distribuiti su 36 stazioni. Peccato, che quella metropolitana ad Avellino non abbia mai visto la luce se non nelle promesse dei politici che si sono susseguiti. Alcune eclatanti, come quelle del 2008, quando l'allora Assessore alla mobilità Genovese si fece portavoce delle speranze di Piazza del Popolo: prima corsa nel 2010. Erano già passati tre anni dai primi proclami della Giunta Galasso.
Oggi, quei pali tornano a spuntare minacciosi. Ostruendo i percorsi destinati ai disabili. E spaventando i cittadini, vista la facilitazione che offrono ad eventuali colpi compiuti da rapinatori ai danni dei balconi accanto.
Impalcatura di un progetto obsoleto slegato da un piano di trasporti organico. Incurante di problematiche lapalissiane. Prendiamo via Francesco Tedesco o la stessa via Guarini, dove spesso transitano gli autobus. Non di rado impegnati in manovre che invadono l'altra carreggiata e che devono far fronte con strade strette occupate da doppie file. Come si incrocerebbero quei mezzi col percorso della metropolitana? E in caso di emergenza, con il transito di veicoli di soccorso che devono avere la carreggiata libera, cosa accadrebbe?
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Andrea Fantucchio
