Bici vietate al Corso «Bastavano 2 strisce a terra. Incapaci»

Giancarlo Giordano (Sel) parla alla città e interviene sul caso dell'ordinanza di divieto bici

Avellino.  

Un bimbo viene travolto da una bici pirata. A soli due anni di vita il piccolo Pedro è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del Santobono per un femore rotto. E' successo tre giorni fa sotto gli occhi di decine di passanti attoniti. Il piccolo era con la sua sorellina gemella, i genitori a spasso lungo il salotto buono. Stava rincorrendo i piccioni. Ad un certo punto è sopraggiunto un gruppo di ragazzi in sella alle biciclette. Uno di loro ha centrato il piccolo. Il bimbo ha battuto violentemente il capo. E' stato portato prima al Moscati. Qui è stata riscontrata la rottura del femore. E' stato operato al Santobono. Ora dovrà affrontare la riabilitazione, le settimane di degenza. L'amministrazione comunale di Avellino ha risposto al dramma di Pedro ritoccando l'ordinanza di divieto di transito delle bici lungo il Corso Vittorio Emanuele. Insomma, dopo l'ordinanza Super Santos targata Foti c'è quella contro le biciclette.

Insorgono le associazioni. Polemici gli affondi anche del parlamentare di Sel Giancarlo Giordano che stamane ha bacchettato Foti e i suoi per una scelta a dir poco infelice. "Non andava vietato il passaggio delle bici lungo il corso. In ogni città del mondo vengono realizzate piste ciclabili, e con un corso largo come il nostro non è un progetto impossibile. Sono incapaci di amministrare. Questa situazione andava gestita in ben altra maniera. La domanda sorge spontanea: ma cosa ci voleva a fare due strisce a terra? Perchè non dotare il corso di una pista ciclabile come in ogni altra città?». In piena sintonia con Giordano ci sono le associazioni. Cini e Saviano bocciano l'ordinanza.«Servono spazi appositi per chi circola in bici -spiegano -. Non si può pensare di fare divieti e basta. il problema è strutturale e culturale».

Siep