Avellino, i cittadini pagano le tasse due volte. I documenti

Assoservizi paga con i soldi degli Avellinesi le pendenze nei confronti di tre cittadine romane

Ecco i documenti: I Tribunali di Roma e di l'Aquila hanno pignorato tutte le somme dovute dal Comune di Avellino ad Assoservizi fino alla concorrenza degli importi dovuti ...

Avellino.  

Se abitate ad Avellino, con i vostri soldi state pagando le pendenze che la società di riscossione ha nei confronti di tre signore romane. Signore che hanno pagato tasse non dovute e che ora voi contribuite a risarcire con le vostre tasse. Per i frettolosi, le foto che alleghiamo a fine articolo vi mostrano quanto stiamo dicendo. Nero su bianco.

Per quelli che invece vogliono capire come si è arrivato a questo provvedimento, seguiteci.

Il disastro è iniziato quanto il Comune di Avellino si è affidato ad un ente terzo, denominato Assoservizi, per riscuotere le tasse sui rifiuti. Il 5 febbraio scorso, il consigliere d'opposizione Dino Preziosi, porta in consiglio una sentenza del Tar che ritiene Assoservizi decaduta nei comuni di Genzano di Roma e Quartu, poiché le cartelle esattoriali prodotte in quei paesi, sono tutte invalide. Il comune di Avellino evidentemente queste carte non le aveva lette. Altrimenti, perché affidare un servizio vitale come la riscossione dei soldi dei cittadini a chi è sull'orlo del fallimento? Per giunta a causa di errori legati al lavoro che dovrebbe svolgere?

Assoservizi degli errori li ha compiuti anche ad Avellino. Forse anche voi che state leggendo ne siete vittime. Fra i cittadini danneggiati ce ne sono di tutte le estrazioni sociali. Da chi doveva, a detta degli esattori, versare la sua pensione sociale per intero, fino a nomi grossi dell'industria locale. Un connubio di mal di pancia che ha portato a galla il pacco che ci stavano rifilando.

Inoltre, il Comune di Avellino si è tirato una seconda martellata sul basso ventre. Doveva infatti ricevere da Assoservizi un milione e cinquecentomila euro per l'attività svolta, pari al 65 per cento dei tributi. L'offerta irrinunciabile che di fatto aveva eliminato tutti gli altri concorrenti al ruolo di riscossione. Peccato che il Comune quei soldi non li ha mai visti. Ma, invece di prendere il contratto e strapparlo, perché era di fatto venuto meno l'accordo, ha abbassato il corrispettivo dovuto da Assoservizi. Si parla di 570mila euro l'anno, un quarto dell'iniziale. Insomma, gli davano meno soldi e il Comune si stava. Perchè?

Poi finalmente qualcuno deve aver detto, “Signori, ma con quelle cartelle che sta succedendo?”. Via con l'annullamento del 16 marzo 2015 che però è parziale. Insomma, gli accertamenti fino a quella data sono validi. E gli errori? Beh, sul latte versato, come si dice, è inutile piangere. E poi, sono lacrime dei cittadini mica le loro. Ma ce di più. Sì, perché l'annullamento dei nostri eroi era redatto male. Il Tar lo boccia.

E' il papocchio bis.

Intanto, mentre alle falde del Partenio va di scena questo casino biblico, dall'altra parte della penisola, a Torino, una sentenza del Consiglio di Stato riferito ad un caso identico ad Assoservizi, ritiene illegittimo l'operato dell'ente di riscossione locale. Ad Avellino, invece, con un colpo di genio, propongono la conciliazione. Insomma, continuiamo a tenerci Assoservizi, tanto come avete imparato, sono cacchi dei cittadini. E siamo arrivati ai documenti allegati qui sotto, la determina dirigenziale incriminata.

Testualmente “ I Tribunali di Roma e di l'Aquila hanno pignorato tutte le somme dovute e debende dal Comune di Avellino ad Assoservizi fino alla concorrenza degli importi dovuti: Che ammontano a 78.531,63 euro dei cittadini Avellinesi. Pagate alle signore Rasetti Carla, Parisse Raffaella e Parisse Antonella.

Insomma, signore tranquille, i danni che Assoservizi ha fatto nei vostri confronti, li riparano gli avellinesi. A Roma, giusto per restare in tema, si dice, i mortacci vostri.

Andrea Fantucchio