Avellino, chiude ancora la villa comunale. La motivazione? Caduta rami. Forse, anche stavolta, liquideranno tutto con un, “per i miracoli ci stiamo attrezzando”.
Noi, crediamo che per casi come quello della Villa, basti molto meno di un miracolo. Diciamo del buonsenso. Se c'erano dei rischi per l'incolumità dei cittadini, bisognava mettere tutto in sicurezza per tempo. Prima che arrivasse l'estate. O comunque provvedere alla svelta. Invece questa tiritera dell'apertura a singhiozzo va avanti da quasi un mese. Una volta si tira in ballo il rischio meteorologico, manco vivessimo nel golfo del Messico con il perenne rischio di uragani, un'altra volta sono i rami ad essere in pericolo, chissà che tra poco non venga rispolverato il cancro omicida che ha portato al taglio dei vecchi platani di Avellino.
Senza contare che in Villa c'è un altro cimitero che grida vendetta, quello delle giostre perennemente transennate. Sono mesi che i genitori e i loro figli si confrontano con questa situazione. Sarebbe stato bello che, almeno in estate, i bimbi potessero giocare e divertirsi in libertà. Invece, altalene scassate, e il trenino che non fischia più.
Speriamo almeno che non si taglino altri alberi. Stanno derubando Avellino del suo verde. Ormai i ritagli d'ombra sono un'utopia. Considerando che la vicina Piazza Libertà, nelle ore calde, fa competizione al deserto del Nevada attraversato da Tex Willer. Una fornace bianca, da superare solo armati di ombrellino e rayban, magari quelli consigliati dal sindaco su face book col suo account.
Gli spazi verdi, continuano a confermarsi problema irrisolto di Avellino. Abbandonati a se stessi, dai soliti noti, come il Palatucci o i giardinetti di Piazza Kennedy,a quelli che lo sono meno, pensando a tutte le periferie di Avellino. Ora tocca alla Villa comunale venir chiusa. Insomma, per i miracoli anche quelli facili facili, guardare decisamente altrove.
Andrea Fantucchio
