Ma in Campania gli studenti non dovevano viaggiare gratis?

La regione Campania lo aveva promesso. Annunciando la partenza dell'offerta per il primo giugno.

Oggi ancora nessuna risposta. Tanti dubbi e rabbia fra gli universitari. Le solite promesse da marinai?

Avellino.  

Vi ricordate degli studenti sotto i ventisei anni che da giugno in Campania dovevano viaggiare gratis perché ai loro spostamenti ci pensava la Regione? Beh, oggi quei ragazzi pagano ancora e probabilmente continueranno a farlo anche nei mesi a venire.

La data annunciata con tanto di fanfara dagli uffici di Palazzo Santa Lucia era il 1° giugno 2016. Il “the day” dei viaggi gratis. L'annuncio apparso sul sito della Regione citava, “Tutti gli studenti sotto i ventisei anni che utilizzano i mezzi di trasporto pubblico con l'abbonamento annuale, andranno a scuola gratis dal primo giugno. Preparatevi”.

Oltre quindici milioni di euro stanziati come garanzia. Ma a oggi, come dicevamo, nisba. Gli studenti continuano a pagare. E, intanto, la Regione continua a sforbiciare chilometri di corse e fondi destinati ai trasporti. Portandosi dietro lo sciame di improperi che dal Vallo di Diano all'Irpinia, agitano i pendolari costretti a rimanere a piedi sotto il sole cocente.

La giustificazione? Una nota stringata apparsa sulla pagina facebook del consorzio Unicocampania. A giugno niente più offerta per gli studenti, parte a settembre con gli anni scolastici. Aspetta, e gli universitari che in estate vanno a fare gli esami?

Proprio loro hanno chiesto numi. Le risposte sono state contraddittorie. Prima, il consorzio si scusava dicendo che per gli atenei la data era novembre. Poi affermava che dalla Regione non c'erano chiarimenti in proposito e quindi tutto era fermo.

Oggi, sette luglio, ancora nulla si muove. Gli studenti non sanno quando e, soprattutto, se dovranno mettersi in fila per fare domanda. Certo, c'è una delibera in proposito, ma a questo punto neanche questa fragile rassicurazione sembra un salvagente sufficiente per le speranze dei ragazzi.

Sullo sfondo resta un'altra protesta che ci sembra doveroso evidenziare. Riguarda tutti quei giovani che abitano nel Vallo di Diano dove i trasporti su gomma del appartengono a imprese di autotrasporto che non fanno parte del consorzio Unicocampania. Di fatto si verrebbe a creare una divisione fra studenti di serie a e serie b, quelli agevolati e gli altri che pagano. L'ennesimo punto interrogativo al quale rispondere alla svelta.

Andrea Fantucchio