A 17 anni, sognare fa bene. E tra i miei tanti sogni ci sono dei posti da visitare: la Russia, la Bulgaria e l'America.
Quest’ultima, l’ho potuta visitare un mese fa per 21 giorni. Un sogno che si realizza e il desiderio di viverci che non si affievolisce, anzi, aumenta. La voglia di fare le valigie e restare lì, dall'altra parte del mare, si fa sempre più forte. E reale.
26 Luglio, partenza alle 16.45, dopo un ritardo di 4 ore. L’ansia a mille. Poche ore e avrei messo piede nella “Grande Mela”.
La paura dell’aereo, la gioia nel vedere un nuovo posto, mille emozioni nella mia testa.
26 Luglio 19.45 (ora americana), scendo dall’aereo e un sorriso spunta quasi naturalmente, l’aeroporto straripa di persone che si abbracciano. E io cerco ancora la persona che mi aspetta, uno sguardo veloce intorno a me ed eccola. Vicino a me. Ad un passo. La gioia, le lacrime miste ai sorrisi. Non esiste nulla di più bello al mondo. Un abbraccio durato più del normale, ma un abbraccio era tutto ciò che mancava. Quell’abbraccio. L’abbraccio di un fratello maggiore, che non vedevo da tanto, troppo tempo.
Usciamo dall’aeroporto, un traffico immenso. Sappiamo già che arriveremo a New Heaven nel giro di un’ora e mezza. Il viaggio in auto con il naso all’insù per guardare meglio ogni dettaglio. Sono felice.
17 anni e visitare l’America, non succede spesso. Sta accadendo a me.
Arrivati a casa, gli abbracci continuano e la stanchezza si fa sentire.
Mentre le ore passano, continua a restare incredula. Sembro una bambina.
Ma ero pronta a vedere un pezzo di America. Un pezzo del mio sogno.
I primi giorni in giro per New Heaven, per guardare un po’ le “specialità” del posto. E per ammirare Yale. L’università che tutti vorrebbero frequentare.
Lunedì 1 Agosto, Boston. Una delle città che dopo New York ho sempre sognato. La più europea. La città dei Kennedy e di una parte rilevante dell'american dream.
Una città tranquilla, calma, con un traffico discipolinato. Una città accogliente. Si sta bene, il tempo è dalla nostra parte. Arriviamo intorno alle 10 del mattino, vogliamo goderci la giornata. Una passeggiata lungo il celebre sentiero del Freedom Trail è uno dei modi migliori per respirare l’atmosfera bostoniana e assorbire lo spirito di una metropoli ricca di monumenti storici. Accanto al Freedom Trail, c’è il Boston Public Garden, il giardino botanico più antico dove ci sono le Swan Boats, delle imbarcazioni a forma di cigno.
Non poteva mancare Little Italy e da buoni italiani, provare il caffè e il panino con la mortadella alle 13. Ed è una soddisfazione vedere degli italiani o meglio napoletani, parlare di calcio e sacramentare contro Higuain che ha lasciato il Napoli.
Ma è un'aktra la città che davvero riempie le mie fantasia da quando sono piccola. Andraci è il vero sogno. Un sogno si è realizzato il sabato successivo.
Partenza da New Heaven alle 17. Arrivo a New York alle 19.
Eccola, la “mia” città. Scendiamo dall’auto, saliamo in albergo e subito in giro.
Times Square, piena zeppa di persone da tutte le parti del mondo. Chiamiamo un taxi che ci porta all’One World Observatory. E da qui il mio cuore e i miei occhi si illuminano. Eccola, New York. Di sera, dall’alto. Non esiste nulla di più bello. Il posto che tanto desideravo, con la persona più importante. Terminata la visita, scendiamo e ci dirigiamo verso Ground Zero, lì dove fino all'undici settembre del 2001 si ergevano imponenti le torri gemelle. C'è un silenzio che impressiona. Nelle cornici nere sono incisi i nomi delle vittime di quel terriubile attentato. Ci allontaniamo e torniamo a Times Square, tra la folla. Torniamo in albergo in nottata. La mattina dopo, sveglia presto. E subito giù a spasso.
New York mi aspetta. Di prima mattina, in giro per tutta la Fifth Avenue, fino a Wall Street. Non poteva di certo mancare Little Italy, che purtroppo è diventata ancora più piccola, solo una strada che si unisce a Chinatown. Gli italiani sono ormai molto pochi. La comunità si è spostata altrove. E poi il bellissimo ed enorme Central Park. Un parco immenso, pieno di scoiattoli che corrono ovunque si avvicinavano per mangiare.
Dai grattacieli si passa a casette minuscole, attaccate le une alle altre e poi via, si raggiunge Battery Park e il vicino “The Bull”, il famoso Toro che tanto attira i turisti armati di macchine fotografiche e cellulari.
Poi si ritorna a casa, con gli occhi pieni di meraviglie. Un altro paio di giorni in giro per New Heaven.
E il rientro in Italia.
L’America è bella, anzi di più. Ma non quanto la nostra Italia.
Il vero fascino del'America è un altro: ogni cosa è una possibilità di lavoro. E tutto è possibile. Davvero.
Ma non so ancora se il mio futuro sarà lì, tra quelle strade, quella gente, quelle opportunità. Difficile dirlo ora.
Certo ci tornerò, il mio viaggio è solo all'inizio. Continuerò a conoscerla, e perché no, magari, andando a viverci.
Laura De Angelo
(Studentessa del corso di giornalismo di Ottopagine organizzato nell'ambito dell'iniziativa scuola/lavoro)
